Prendo spunto da una riflessione di Maria G. Maglie su Libero di ieri (vedi l'articolo) per riprendere un concetto che mi è particolarmente caro:
L'INGIUSTIZIA DEL CANONE RAI
Mi domando da anni quale sia il significato di quell'importo che fino ad un paio di anni fa era considerato un canone per sostenere il Servizio Pubblico Televisivo e che invece oggi è una TASSA, così trasformata per evitare quelle inutili e fastidiose (per loro) lettere di disdetta del servizio.
La mia avversione verso questo (come per la verità verso una serie di altri assolutamente scandalosi) BALZELLO nasce dalla considerazione delle evoluzioni che il mondo della televisione ha subito negli ultimi 20 anni rispetto a quando tale canone fu istituito.
La RAI (quando ero piccolo io) era l'UNICA fonte di informazione e diffusione di cultura, fosse politica, di cronaca, di scienza o cinematografica. La pubblicità era ridotta al lumicino e esisteva solo il "carosello" che solo i meno giovani ricordano (io purtroppo si!).
Oggi l'offerta televisiva è molto più ampia, Mediaset ha cambiato il mondo delle televisioni generaliste, Telepiù (prima, insieme a Stream), Sky (poi) e Mediaset Premium e simili hanno introdotto il sistema degli abbonamenti e radicalmente cambiato il mondo delle TV a pagamento.
Allora la mia domanda è:
Perchè la RAI non riesce a stare sul mercato come fanno Mediaset e La7 (lasciamo stare le varie TV a pagamento, il satellite e il digitale per semplicità)?? Dove è il problema?
D'altra parte l'offerta è la stessa no? Giochi precena, reality show (show? mah...), telegiornali, cinema, cartoni animati e soprattutto PUBBLICITA'! Non c'è MENO PUBBLICITA' in RAI RISPETTO AI SUOI COMPETITORS!, è la stessa che c'è sugli altri canali o mi sbaglio??
Beh, allora per quale ragione la RAI usufruisce di un vantaggio competitivo che vale 100 e passa euro per ogni (quantomeno) famiglia?
Si legge spesso dei compensi corrisposti a artisti, presentatori, giornalisti: 900.000 euro Ronn Moss, 240.000 Euro la De Rossi, 570.000 Raz Degan (fonte Panorama), 400.000 euro (per una serata!!) Benigni (che peraltro ha avuto in passato compensi ben più elevati) e via dicendo! Mi può anche stare bene, ma che il denaro ESCA DALLA GESTIONE INDUSTRIALE! Non dalle tasche dei soliti cittadini!
Non condivido il canone Rai! No! perchè crea una grave distorsione del mercato a fronte della stessa offerta televisiva degli altri! Che ce ne facciamo della RAI? Serve solo per mungere tasse a noi e favorire amici e amici degli amici?? Ci fosse almeno un programma che offre qualcosa che gli altri non possono offrire perchè "certamente in perdita causa totale disinteresse da parte degli investitori pubblicitari"...invece NIENTE!
Io personalmente, a queste condizioni, LO ABOLIREI!
Ciao
Il Confa
Be' ma è una tassa sul televisore... tu compri il televisore e, solo per il fatto di potertelo permettere, quale bene di lusso, ci paghi una tassa. Vuoi vedere il mio bene di lusso in camera? Avrà 20 anni, sai che lusso!
RispondiEliminaPer me, trasformassero la RAI, facendo pagare l'abbonamento a chi la vuole vedere sarebbe un risparmio, per le volte in cui la guardo ne farei pure a meno.