mercoledì 21 dicembre 2011

ALBIATE - Via Gatti...qualche precisazione

Come promesso, vorrei fornire oggi qualche informazione in merito alla situazione di Via Gatti, al fine di tranquillizzare tutti i cittadini (albiatesi e non) e, soprattutto, gli abitanti della zona, sul fatto che non sono dalla presente amministrazione considerati "cittadini di serie B" ma che, anzi, la loro situazione è stata presa da noi in seria considerazione e ci si sta seriamente lavorando!

Premessa: nel corso del Gennaio 2011 un pezzo del muro di recinzione dell'Immobile di proprietà comunale conosciuto come "Tessitura ex Viganò" è crollato creando disagio alla circolazione. L'immobile è di proprietà comunale da oltre 20 anni e la questione relativa alla stabilità del muro non è assolutamente questione di oggi, ma problematica che da anni poteva e doveva essere affrontata e necessitava di un intervento che era solo questione di volontà politica effettuare (elemento questo confermatoci a più riprese dall'Ufficio Tecnico).

Il "fato" ha voluto che il problema si palesasse solo nel corso del presente mandato amministrativo, ma la cosa si sarebbe potuta verificare in un qualsiasi momento del passato, in quanto la manutenzione non è di fatto mai stata effettuata.

L'analisi della situazione di stabilità dell'intero perimetro murario ha evidenziato un problema di tenuta non tanto della recinzione in sè, quanto dell'intera carreggiata, soprattutto in corrispondenza del punto ove il muro risulta ad oggi danneggiato.

Tra le varie ipotesi palesate dall'ufficio tecnico e dai consulenti esperti in materia, l'unica soluzione che consentirebbe di risolvere il problema in modo definitivo e stabile, senza che il traffico continuo sia messo a repentaglio dal cedimento della sede stradale, richiede:
- la posa di pali metallici che entrino in grande profondità nel terreno
- l'inserimento al di sotto della sede stradale di tiranti che garantiscano la stabilità dei pali stessi con però, dall'altra parte, il rischio che gli interventi di trivellazione per l'inserimento dei tiranti minino la stabilità dell'immobile posto sul lato opposto rispetto al muro.

Il costo dell'intervento richiederebbe un investimento di oltre 400.000 euro.

La scelta provvisoria dell'amministrazione è ad oggi di non effettuare un intervento eccessivamente oneroso (con il rischio peraltro di costi aggiuntivi per la possibile instabilità dell'immobile insistente sul lato opposto della strada) e di cercare con calma una soluzione temporanea che presenti costi in linea con la situazione attuale, in attesa di procedere - quando i tempi saranno maturi - alla eventuale cessione dell'immobile (assolutamente non strategico) ad un privato che potrà occuparsi anche del problema della stabilizzazione della sede stradale (per evitare la memoria corta: vendita che la precedente amministrazione aveva già ipotizzato con riferimento al bilancio 2009...resta il mistero sul perchè sia stato acquistato...).

Il senso di marcia come oggi definito - senso unico direzione Sovico - è il frutto di un confronto viabilistico con l'amministrazione Sovicese che ha identificato nel senso unico come precedentemente concepito una causa di sofferenza per i commercianti locali. Non entro nel merito di tali considerazioni che sono state approfondite dal Sindaco e dall'Assessore Zanin nei tempi opportuni.

Oggi viene richiesto insistentemente a questa Amministrazione di trovare 400.000 euro per risolvere il problema, e la richiesta perviene, guarda un po', da chi aveva l'opportunità di intervenire fino a ieri e non l'ha fatto preferendo la costruzione di un centro culturale (sul quale rimando al mio post specifico).

Questa istanza appare assolutamente propagandistica - è divertente: attaccano la Lega, accusandola di propagandismo, a livello nazionale per essere stata al governo e ora gridare dall'opposizione, ma il loro comportamento sul punto in particolare non mi sembra tanto diverso! - e, a questo punto, pongo io una domanda:

PERCHE' quando vi era la disponibilità di denaro spendibile (Patto di stabilità non così stringente, oneri di urbanizzazione a livelli più che doppi rispetto agli attuali grazie ad un mercato immobiliare fiorente, eccetera) le precedenti amministrazioni hanno preferito impiegare 1.200.000 euro e passa per un Centro Culturale anzichè occuparsi di provvedere alla manutenzione di un muro che si sapeva essere pericolante oltre che pericoloso?

Bene, noi la risposta non l'abbiamo e non è mio compito fornirla. 

Ci rendiamo conto del problema, ma ci rendiamo ancor più conto dell'importanza di un'analisi costi-benefici contestualizzata nel momento storico che stiamo vivendo che non ci permette voli pindarici e investimenti gestibilii in modo alternativo all'ordinario pensare!

Spero di essere stato chiaro ed esaustivo e come sempre: basta chiedere per maggiori delucidazioni.

Alla prossima,
Il Confa