martedì 27 dicembre 2011

IMPOSTA PATRIMONIALE: PERCHE' NON SONO D'ACCORDO

Ebbene si, anche il Natale è passato tra un panettone e una bottiglia di spumante, ma non sono passati i ricordi e il disagio per l'ennesima manovra del 2011 suggerita dai "solòni" della Commissione Europea con l'appoggio della BCE e l'aiuto realizzativo dell'Esimio Professore Illustrissimo Rettore dell'Università Bocconi Salvatore della Patria Mario Monti (grazie grazie grazie!).

Tra le varie misure che non condivido (non voglio parlare del metodo nè della regìa di queste manovre, almeno per ora) vi è un complesso di norme che di fatto caratterizzano quella che potrebbe essere definita un'imposta PATRIMONIALE, intesa a colpire il patrimonio.

La mia avversione verso le imposte patrimoniali (tra le quali includo l'IMU, l'imposta sui posti barca, ecc.) è dovuta di fatto alla considerazione che 

UN PATRIMONIO DI PER SE NON ARRICCHISCE CHI LO DETIENE, MENTRE AD ARRICCHIRLO E' IL REDDITO CHE NE DERIVA.

Presumendo che tutti i patrimoni siano stati costituiti secondo la legge (il caso contrario va provato e colpito da parte dell'Autorità fiscale), i patrimoni sono il frutto del lavoro di chi li detiene dopo aver contribuito alle spese statali attraverso l'imposizione sui redditi.

Mi chiedo: se una persona guadagna 1.000.000 di euro l'anno su cui versa 700.000 euro di imposte (non siamo lontani dalla realtà, non dite "esagerato"), perchè i 300.000 che gli restano devono essere assoggettati ad ulteriore tassazione? Qual'è la logica? Forse che è stato bravo a risparmiarli e non scialacquarli?

Se quei 300.000 euro vengono investiti, e producono un reddito, allora SI! che è giusto che lo stesso, configurando un aumento di ricchezza per chi lo riceve, sia assoggettato a tassazione!

Possiamo poi discutere se sia meglio tassare le rendite finanziarie più degli affitti, oppure se sia più conveniente per gli scopi che lo Stato sovrano si propone che quei soldi siano investiti in attività imprenditoriali per creare lavoro e quindi tassarne i frutti meno di quanto si tassino gli interessi sui titoli o sui depositi di conto corrente, ma non IL PATRIMONIO IN SE'!

Se si tassa il patrimonio in quanto tale, nel lungo periodo lo stesso perde di valore per effetto di quella tassazione (cosa che già avviene per effetto della svalutazione monetaria peraltro)!

Facciamo un esempio:

Fino a qualche mese fa gli interessi sul conto corrente attivo dei correntisti di certe banche era pari allo 0,1% LORDO!

Bene se tassiamo il Patrimonio di 300.000 Euro di cui sopra per l' 1,5%, per esempio, la situazione che si presenta è la seguente (semplifichiamo e ipotizziamo lo 0,1% di interessi come netto anzichè come lordo):

Patrimonio Iniziale:      300.000
Interessi Attivi:                + 300
Imposta Patrimoniale:    - 4.500
Patrimonio finale:         295.800

Questo, mi domando, è LOGICO ma soprattutto è GIUSTO?

Ciao,
Il Confa