giovedì 29 marzo 2012

Limiti all'uso del contante 2: oggi le comiche...burocratiche!! Gli acquisti da turisti extra - UE

Sempre con riferimento al tema di cui all'oggetto vi segnalo questa invenzione che dobbiamo all'Esimio Professore etc etc Salvatore dell'Universo nonchè Gran tdc e alla sua truppa di geni della lampada.

Nella normativa che pone restrizioni all'uso del contante è contenuta la possibilità di deroghe alle limitazioni all'uso del contante per gli acquisti effettuati:

- presso specifici operatori (commercianti al minuto, alberghi, ristoranti)
- da parte di persone fisiche di cittadinanza diversa da quella italiana o comunitaria.

Per beneficiarne, dispone la norma, è necessario che l'operatore:

- acquisisca e conservi la documentazione attestante la cittadinanza e la residenza del cliente (copia documenti di identità, alla faccia della privacy)
- versi il denaro incassato sul proprio conto corrente (quel denaro, non altro, QUELLO!)
- invii preventivamente una comunicazione (impegno) utilizzando l'apposito modello approvato dall'agenzia delle entrate.

A parte le ridicole regole sul cosa fare di quel contante (non può andare a farci la spesa, povero, deve versarlo per prelevarlo!!!! e solo dopo ci può fare la spesa) e la violazione della privacy nei confronti del giapponesino che arriva e cambia yen in euro più o meno come ho fatto io in USA quando ho cambiato euro in dollari, ciò che mi manda in bestia è l'ulteriore aggiunta di burocrazia che obbliga ad una nuova dichiarazione (scusate: comunicazione!! Non dichiarazione: COMUNICAZIONE!!).

Ne esce rafforzata solo "impossibilità di fare business in Italia" perchè si rincorrono troppo le migliaia di documenti previsti da una normativa assurda tanto che se ne sfugge uno poi ci si trova a litigare con Equitalia e Agenzia delle entrate finendo come molti di noi sanno!!!

Ciò che in Italia non entra nella testa dei pecoroni che ci governano (da 60 anni e anche ora!) è che l'impresa deve produrre lavoro e denaro e non cartacce inutili che non fanno altro che portare alla perdita di tempo e di opportunità di business!!!

Non credete che un adempimento simile possa fare perdere del business? Volete un esempio?? Bene, eccovelo!

Ipotizzate un giapponesino (sono così simpatici con le loro macchinine fotografiche!!) che per puro caso di sfortuna capiti in Italia e sempre per puro caso passi per Seregno - dove spesso i negozianti, a differenza di quelli di Venezia, gli unici stranieri che vedono sono Rom e Immigrati clandestini (non tacciatemi di razzismo, è così!!) che fanno la questua o giù di li - e veda un bel negozio di abbigliamento decidendo di entrare...

Ipotizziamo anche che il giapponesino si innamori di 2 o 3 capi di alta moda il cui costo arriva a 1.500 euro e casualmente voglia pagare in contanti (sono giapponesi, non poveri italiani vessati dal fisco!!).

Bene: 99,9% quel negoziante NON AVRA' inviato la dichiarazione preventiva perchè, 99,9% sarà la prima volta nella sua vita che si troverà il giapponesino che spende più di 1.000 eurini per i suo capi di abbigliamento!!

Risultato: la vendita non potrà essere conclusa per le seguenti ragioni:

- nel negozio il commerciante non ha la fotocopiatrice per fare la copia del passaporto (mica è obbligato no?)
- il commerciante non ha inviato la dichiarazione preventiva 
- il giapponesino ha il volo da Malpensa il giorno dopo e quindi non può ripassare dopo che le pastoie burocratiche saranno espletate!

Ergo: soldi persi per il commerciante sfortunello di Seregno che tirerà madonne a tutto spiano nei confronti, nel caso specifico, del Salvatore dell'Universo!!!

Viva la burocrazia!!!

Il Confa

mercoledì 28 marzo 2012

OCSE: qualcosa non mi torna... Che fine farà la democrazia?

Ieri, leggendo i giornali, mi imbatto in un articolo che recita testualmente "OCSE: (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) bene l'Italia sulla riforma del lavoro, ma le sfide per il Paese restano spaventose".

Incuriosito mi dedico alla lettura (L'articolo) e scopro una cosa raccapricciante!! La frase che mi crea irrequietezza è la seguente:

"L’Ocse ritiene che le regole della ‘governance’ economica dell’Eurozona, sulla disciplina di bilancio in particolare, ci sia ancora troppo spazio per “interferenze politiche” nel processo di decisione."

Nell'articolo, peraltro, si evince come la medesima organizzazione caldeggi ulteriori "misure di consolidamento"...quindi prepariamoci.

Ma veniamo ai motivi della mia inquietudine! Ciò che mi sorprende è il richiamo a "troppe interferenze politiche" in quanto, pur in un periodo di generale rigetto della politica e soprattutto di tanti politici italiani, ritengo che la politica sia l'espressione della democrazia...ipotizzare un processo decisionale in cui la politica non sia coinvolta significa di fatto aspirare ad un processo decisionale governato da tecnici...e allora si aprono una serie di questioni:

- chi nomina questi tecnici?
- in base a quali criteri quel qualcuno ritiene un tecnico adeguato o meno a ricoprire un ruolo?
- quali sono gli obiettivi che vengono perseguiti da quel tecnico?
- di chi farà gli interessi il tecnico nominato da quel qualcuno?

E' bene sapere che un "tecnico" deresponsabilizzato farà gli interessi di qualcuno che lo ha nominato! E in linea di massima guarderà freddi numeri senza preoccuparsi delle migliaia di ripercussioni che le scelte prettamente matematiche avranno sul mondo reale, ragionerà sul fatto che se i costi sono troppo alti bisogna ridurli senza preoccuparsi di quale sia l'impatto in termini sociali di queste scelte...e l'unico giudizio sarà quello di colui\coloro che l'hanno eletto!

Oserei dire "meno male che ci sono ancora interferenze politiche!!!!".

Ma vi rendete conto di qual'è l'obiettivo di questo modo di ragionare o sono io troppo disfattista??

Ciò che poi ancora di più mi preoccupa è che questa dichiarazione fa il paio con la presa di posizione del nostro Esimio Salvatore dell'Universo secondo cui "...non dobbiamo sorprenderci che l'Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per far dei passi avanti. I passi avanti dell'Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario. È chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale, possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c'è una crisi in atto, visibile, conclamata".

Non credete a quanto sto dicendo? Beh: godetevi questo video dal minuto 5 in poi!!!

No, scusa, Esimio tdc Salvatore dell'Universo: ma cosa caxxo stai dicendo??? Ma TU! Gran tdc, sei sicuro che i cittadini italiani vogliano rinunciare alla loro ricchezza sopportando gravi crisi perchè l'Europa diventi sovrana? L'hai mai chiesto a loro se sono contenti di ritrovarsi poveri e governati da un tecnico (magari eletto da Goldman Sachs?) che decida cosa è bene per loro???

Signori: questo rapporto OCSE chiude il cerchio!! 

Questa gentaglia vuole che dei tecnici NOMINATI da non si sa chi decidano delle vite dei cittadini, senza essere responsabili di ciò che decidono e con il rischio che noi cittadini si sia abbandonati a noi stessi per la ricchezza di pochi: I LORO MANDANTI!!!



Credo fermamente che sia da ripensare questo modello prima che sia troppo tardi!

Se qualcuno ha idee su come agire, in quali sedi, è pregato di contattarmi!!!

Sono MOLTO INCAXXATO!

Il Confa

lunedì 26 marzo 2012

ART. 18 e riforma del mercato del lavoro: una prima considerazione generale

Argomento clou di questi giorni è la riforma del mercato del lavoro e in particolare dell'Articolo 18, riforma che ritengo ASSOLUTAMENTE NECESSARIA per consentire una maggiore flessibilità e possibilità di gestione delle diverse situazioni alle imprese.

Ritengo che una valida riforma della normativa vigente debba andare nella direzione di una maggiore velocità di reinserimento di chi ha perso il posto di lavoro che necessariamente si deve accompagnare ad una normativa che non faccia di un'assunzione un vincolo più forte di un qualsiasi matrimonio, pur tutelando i lavoratori da abusi e soprusi da parte del datore di lavoro, fatto che purtroppo si verifica più spesso del previsto.

Detto questo e sospendendo il giudizio nel merito della riforma in quanto non ho ancora avuto il modo di approfondirne i contenuti, ritengo che la sola modifica dell'articolo 18 e della normativa vigente non sia misura sufficiente per rilanciare l'economia.

Accanto a questa norma che aumenta le facoltà per il datore di lavoro di procedere a ridurre il personale, ritengo assolutamente necessario che alle imprese siano concessi incentivi SERI e RILEVANTI affinchè tornino ad assumere!

Non è concepibile che un dipendente costi all'azienda all'incirca 2 volte quanto lo stesso lavoratore introita quale netto in busta paga; con una simile situazione l'imprenditore, prima di assumere, ci pensa 1000 volte!

Bisogna, a fianco dell'incremento della mobilità in uscita, pensare a come favorire la mobilità in entrata per invogliare le imprese a tornare ad assumere personale, riducendo in qualche modo quel moltiplicatore "2" che sopra ho indicato.

Da questo punto di vista si potrebbe pensare a concedere incentivi REALI (e non palliativi come avvenuto negli ultimi anni) che potrebbero essere introdotti anche in periodi di sofferenza per le casse statali come quelli attuali.

Un'ipotesi? Beh, si potrebbe, ad esempio, concedere un credito d'imposta all'imprenditore per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato corrispondente alle ritenute fiscali che lo stesso effettua a carico del lavoratore assunto, magari con il vincolo che quel credito debba essere lasciato a titolo di "capitalizzazione dell'impresa" - per evitare che si trasli il risparmio all'imprenditore persona fisica - per un tempo predeterminato (5 anni? 10 anni?); in questo modo il saldo per lo stato è esattamente zero, ma l'imprenditore ha un incentivo ad assumere! E questo determina una riduzione del costo del lavoro rispetto all'attuale, un rilancio dei consumi, e una maggiore concorrenzialità del "sistema italia" rispetto all'attuale situazione in confronto alle economie internazionali.

Faccio un esempio: se un imprenditore assume a tempo indeterminato un lavoratore cui paga 1000 in busta paga e sul quale vi sono ritenute Irpef pari a 300, l'idea è di attribuire 300 quale credito di imposta all'impresa in modo da ridurre il costo del lavoro.

Questa forma di agevolazione sarebbe a costo zero per lo Stato ma darebbe sicuro impulso all'economicità del costo del lavoro e quindi delle aziende.

Mi si potrebbe contestare il fatto che gli imprenditori potrebbero assumere lavoratori che sono già a tempo determinato, oppure sostituire chi è a tempo determinato con qualcuno a tempo indeterminato, ma in questo caso basterebbe che le agevolazioni venissero prese per la differenza tra le ritenute dell'uno e dell'altro e il saldo per lo stato sarebbe comunque zero.

L'idea è ovviamente solo abbozzata, anche perchè nessuno me ne chiederà i dettagli!!!, e dunque da approfondire e perfezionare, ma credo che forme di incentivo a costo basso\nullo si possano trovare per rilanciare questo asfittico Paese usando un po' di sana italica fantasia e senza limitarsi all'uso del bilancino come fatto finora dagli Esimi Professori Salvatori dell'Universo i cui mandanti ben conosciamo!

Un'ultima cosa: perchè non è applicabile la variazione normativa agli Statali? Tra una maggioranza che lavora c'è una minoranza che non lo fa...perchè non dovrebbe rischiare come tutti? Mah, non mi è chiaro!

Alla prossima,
Il Confa

martedì 20 marzo 2012

LIMITI ALL'USO DEL CONTANTE = OGGI LE COMICHE!!

Da poco è entrata in vigore la normativa sull'uso del contante e già si pongono le prime questioni che definire comiche è un eufemismo!!

Vi riporto alcune risposte emblematiche riportate su "Il Sole 24-ore" del 13 febbraio così condivido il ridere (per non piangere) con i miei stimati lettori!!

Pagina 6, risposta 9:

D: Un padre può erogare al figlio, minorenne e senza un'autonoma posizione fiscale, una somma in contanti oltre soglia per sostenere spese all'estero allo scopo di frequentare un corso di lingua inglese?
R: La risposta è negativa, perchè anche in questo caso il divieto non sarebbe rispettato (cosa??? ma è mio figlio!!!! E se deve andare in vacanza?? Che faccio che non so quanto mi spende in bevande? Ah no, solo in pensione completa e prepagato!!! Ma che ...... dite??? E i vizi?? Niente...per le ferie di quest'anno meno di 1.000 euro!! Xè poi il problema è lo stesso se il figlio è maggiorenne!! Mica è diverso!!!!)

Pagina 6, risposta 15:

D: In caso di pagamento del ristorante per il pranzo di nozze con i regali (contanti) ricevuti dagli invitati, è necessario l'utilizzo di mezzi tracciabili?
R: Se la causale della prestazione resa è unica (nooo...ognuno paga il suo...) sarebbe necessario (sarebbe o è?? mah...) che il pagamento avvenisse con strumenti tracciabili da parte degli sposi (Poi prosegue, udite udite!!!). Non sembra legittima l'emissione di tante ricevute per gruppi di invitati e per importi che restano sotto la soglia dei 1.000 € perchè potrebbe essere contestato al ristoratore di avere eluso il divieto di ricevere pagamenti in contanti. (Mah)

Pagina 6, risposta 16:

D: La cena di gruppo di amici viene pagata dagli stessi dividendo tra tutti l'importo complessivamente dovuto. Possono essere ricevuti pagamenti in contanti?
R: In caso di più committenti dovrebbero essere emesse tante ricevute quanti sono i pagatori che utilizzano il contante sotto la soglia (quindi: 20 amici 51 euro a capoccia, 20 ricevute... evviva la praticità)

Pagina 6, risposta 17:

D: Parenti e amici pagano all'agenzia di viaggi singole quote per la prenotazione di un pacchetto e/o servizio turistico agli sposi. Viene poi emessa una sola fattura agli sposi per il corrispettivo globale. L'agenzia di viaggi può accettare pagamenti in contanti inferiori a 1.000 euro a fronte di un pacchetto turistico di valore complessivo superiore?
R: La risposta è negativa. In caso di singoli pagamenti inferiori alla soglia vanno usati strumenti tracciabili. Invece, in caso di pagamento complessivo, ad esempio perchè un soggetto diligente si preoccupa di raccogliere le singole quote, appare possibile il versamento su un conto corrente con successivo bonifico (cioè: 10 invitati versano 100 euro ciascuno e devono farlo ciascuno con bonifico? Oppure si chiamano tra tutti gli invitati, si pregano gli sposi di fornire a tutti la lista degli invitati per fare il groupage, e fanno confluire tutto sul conto di uno di questi che poi fa il bonifico - e al quale sarà richiesto di provare la provenienza dei fondi???).

Mah...io non ho parole!!!! Ma questi geni hanno mai lavorato sul campo???

Meditate gente, meditate!!!

A presto,
Il Confa

lunedì 19 marzo 2012

IMU: UN' IMPOSTA PATRIMONIALE DI STATO MOLTO MASCHERATA... UN VERO SALASSO!!!

Mi vorrei occupare oggi di IMU, da un lato per dare qualche indicazione pratica e dall'altro per dimostrare come, di fatto, questa imposta risulterà un vero salasso che nessuno ha ancora oggi ben percepito e del quale peraltro verranno addebitate le colpe agli amministratori locali, pur se questi hanno limitate possibilità di intervento.

Prendiamo ad esempio una seconda casa (sulle prime case l'impatto sarà molto più limitato in quanto le detrazioni ridurranno l'effetto negativo), sulla quale già oggi si pagava l'ICI, e vediamo quale sarà il procedimento di calcolo e quali le differenze.

Ipotizziamo i seguenti elementi:

RENDITA CATASTALE: 150 €
ALIQUOTA IMU (BASE): 7,6 x mille
VECCHIA ALIQUOTA IC: 6 x mille 

La rendita di base è rivalutata come avveniva per l'ICI (moltiplicatore pari a 105) e poi del 60% ai fini IMU.

Applichiamo la procedura di calcolo dell'IMU:

a) Applichiamo l'originario moltiplicatore ICI (105): 150 € x 105 = 15.750 €
b) Applichiamo la rivalutazione IMU: 15.750 € x 1,60 = 25.200 €
c) Applichiamo l'aliquota BASE IMU: 25.200 € x 7,6 /1000 = 191,52 €
d) Effettuiamo il versamento:
    - 191,52 € /2 = 95,76 € Versati tramite F24 direttamente al comune
    - 191,52 € /2 = 95,76 € Versati tramite F24 direttamente allo STATO.

Confrontiamo ora con l'ICI dell'anno scorso., ad aliquota del 6 x 1000 come era prevista per Albiate...applichiamo la procedura:

a) Applichiamo il moltiplicatore ICI: 150 € x 105 = 15.750 €
b) Applichiamo l'aliquota ICI: 15.750 € x 6 /1000 = 94,50 €
c) Effettuiamo il versamento: con bollettino postale tutto al Comune.

La differenza tra le due imposte è di ben: 191,52 € - 94,50 € = 97,02 €!! Praticamente il doppio!

La normativa prevede un doppio taglio ai trasferimenti Statali che saranno ridotti in parte in relazione alle stime del Governo Centrale degli incassi totali di IMU e in parte per via dell'eventuale surplus che i comuni avranno rispetto ai vecchi introiti di ICI (il tutto determinato con aliquota base!! e non in virtù dell'aliquota reale applicata dal comune medesimo). Cosa significa questo? Semplificando:

Se con l'ICI il comune introitava 94,50 € e con l'IMU AD ALIQUOTA BASE (7,6 X 1000) il comune introiterà 95,76 € (solo la sua quota, ovviamente) la differenza 95,76 € - 94,50 € = 1,26 € andrà a riduzione dei trasferimenti Statali al Comune stesso.

Di fatto: il contribuente pagherà il doppio (o più) ma sul territorio le somme disponibili per i comuni verranno ridotte!! E faccio notare che i tagli dei trasferimenti previsti dalla normativa IMU si aggiungono ai tagli dei trasferimenti generali già previsti da normative precedentemente approvate.

Lo Stato centrale (e direi centralista) ha deliberato che il 50% dell'introito che si avrebbe applicando l'aliquota base sugli "altri immobili" è la parte che gli serve, indipendentemente dalle azioni dell'ente locale sulle aliquote. Cosa significa questo concetto?
Vediamolo subito: cosa avviene se il comune decide di aumentare l'aliquota IMU?

Ipotizziamo che il comune aumenti l'aliquota a 9,6 x 1000... I punti a) e b) resteranno invariati, quindi:

c) Applichiamo l'aliquota COMUNALE IMU: 25.200 € x 9,6 /1000 = 241,92 €
d) Effettuiamo il versamento:
     - 191,52 € /2 = 95,76 € Versati tramite F24 direttamente allo STATO (sull'aliquota base)
     - 241,92 € - 95,76 € = 146,16 € Versati tramite F24 direttamente al Comune

In questo caso il comune avrà 50,40 € in più - pagati dal contribuente però - spendibili sul territorio, in quanto si riduce l'effetto negativo dei tagli dei trasferimenti...

E se invece decide di ridurre le aliquote? Bene, vediamo:

Ipotizziamo che l'aliquota comnuale sia definita al 5,6 x 1000... I punti a) e b), come prima, restano invariati, pertanto:

c) Applichiamo l'aliquota COMUNALE IMU: 25.200 € x 5,6 /1000 = 141,12 €
d) Effettuiamo il versamento:
    - 191,52 € /2 = 95,76 € Versati tramite F24 direttamente allo STATO (sull'aliquota base)
    - 141,12 € - 95,76 € = 45,36 € Versati tramite F24 direttamente al Comune

In questo caso il contribuente avrebbe si 50,40 € in meno da versare, ma di fatto questa riduzione inciderebbe interamente sulle casse del comune che si troverebbe a veder ridotte le disponibilità finanziarie per i propri servizi.

A parte la complessità dei calcoli e dei versamenti, che allo stato attuale dell'arte devono essere gestiti esclusivamente a mezzo F24 (con le complicazioni per i cittadini che tutto questo determina), sembra evidente come le leve in mano ai comuni siano poco manovrabili e in linea di massima in una sola direzione (in aumento e non in diminuzione).

Il fatto che lo Stato ragiona sulle aliquote da esso stesso determinate (aliquote di base) non fa altro che vincolare i comuni a non modificarle verso il basso e lavorare tagliando i servizi per evitare di aumentarle verso l'alto per evitare di gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini. 

Mi rendo conto che l'argomento trattato è molto tecnico, ma spero di aver reso bene l'idea sulle problematiche che ci attendono per giugno...

Alla prossima,
Il Confa

giovedì 8 marzo 2012

Albiate: la polemica del PD un grosso abbaglio.

Domenica mattina passeggiavo con amici per Albiate e, parlando del più e del meno, uno di loro mi sottopone un'affermazione del tipo "Adesso poi volete far aprire un Outlet al Dosso o in via San Carlo...l'ha detto il PD".

Casco dalle nuvole, strabuzzo gli occhi, e dico: "Mah, io non ne so nulla...".

Allora raccolgo informazioni ma nessuno di noi ha mai sentito parlare di una richiesta simile, finchè sul Giornale di Carate leggo la notizia:

"Lo spauracchio di un outlet mobilita il Pd"

con anche il riferimento al banchetto organizzato nella mattinata di sabato 3 marzo.

Stessa notizia, peraltro, è apparsa proprio Sabato 3 marzo su Il Cittadino...

Vorrei chiarire in questa sede quale è stata la miccia che, presumo, ha portato il Pd a questa iniziativa e dare qualche informazione atta a tranquillizzare gli albiatesi...

Tutto nasce immagino da una modifica al PGT (Piano di Governo del Territorio, lo strumento urbanistico nel quale sono definite le regole di urbanizzazione e di definizione delle caratteristiche commerciali per gli operatori che intendano operare sul territorio albiatese) con la quale l'attuale amministrazione intende aumentare la superficie di vendita usufruibile da parte dei negozi che intendano effettuare attività commerciale al dettaglio fino al limite massimo di 800 metri quadrati.

Una superficie di 800 mq non rappresenta certo una superficie di rilevante interese per la costruzione di un Outlet, ma costituisce la superficie adatta ad un negozio di grandi dimensioni che può essere peraltro tranquillamente ricavata da interventi di ristrutturazione dell'esistente.

Non mi addentro in maggiori informazioni tecniche data la mia scarsa competenza in materia urbanistica, tuttavia mi allineo e riprendo quanto detto dal Sindaco in merito al fatto che Outlet o Centri Commerciali non sono di interesse per questa amministrazione: "Ribadisco ad Albiate non faremo nessun outlet, va contro la linea di questa Amministrazione...", mentre specifico è interesse di noi tutti consentire ad operatori che intendano svolgere la propria attività sul nostro territorio di poter operare secondo criteri dimensionali che non siano troppo restrittivi e dunque poco accattivanti da un punto di vista economico.

Detto questo ribadisco che, per quanto ne sappia io, ad oggi nessun operatore ha richiesto di poter valutare l'apertura di un outlet nè nelle zone individuate dal Pd nè in altre zone del paese, mentre auspichiamo che nelle zone centrali del paese ove vi sono immobili che potrebbero essere oggetto di interventi da parte delle proprietà possa sorgere un "Centro Commerciale", inteso come "centro rivitalizzato dalla presenza di commercianti" che rendano Albiate un paese ancora attraente per chi voglia svolgere attività di commercio.

Mi spiace che Ivan e Giorgio, due persone che stimo, possano aver preso un abbaglio di questo genere, tuttavia vale sempre il detto "vox populi vox dei"; spero siano più tranquilli ora.

Alla prossima,
Il Confa

mercoledì 7 marzo 2012

Economia: Ecco perchè dall'Italia si sta alla larga! Il caso British Gas

A volte ci si chiede il motivo per cui gli investitori stranieri stentano a venire in Italia ad investire...quello che sto per raccontarvi ne è un esempio lampante che si aggiunge all'elevata burocrazia, ad una tassazione complessa ed asfissiante e ad uno Stato di Polizia che ormai controlla anche il numero di volte in cui ognuno utilizza quadretti di carta igienica.

La risposta la fornisce un caso EMBLEMATICO: sto parlando del caso BRITISH GAS.

La notizia appare sul "Il Sole-24 ore" di Martedì 06.02 , pagina 43, inserto IMPRESA & TERRITORI:

BRITISH GAS LASCIA BRINDISI

Leggendo l'articolo si scopre che nel 2001 la società inglese, multinazionale del Gas, presenta un progetto volto alla realizzazione di un rigassificatore, investimento per 800 MILIONI DI EURO!!, 20 persone già assunte e circa 1.000 posti di lavoro a regime, con produzione di gas per 8 MILIARDI DI METRI CUBI pari al 10% del consumo nazionale... 

Risultato: nel 2012 nessuna risposta, il progetto non parte e dunque: PROGETTO RITIRATO.

Effetto per British Gas: 250.000.000 (avete letto bene: duecentocinquantamilioni) di euro buttati nel wc

Effetto per l'Italia (e per la Puglia in particolare): meno 20 persone già oggi (20 in più da mantenere) e prospettive in meno per 1.000 cittadini per il futuro!

Motivazioni dei ritardi: mah...chi lo sa... Forse la solita problematica di ... campanilismo? Sul mio comune no, fallo sul tuo, no sul mio no, faccia l'altro... e via di imbecillità! O forse solo problematiche più "verdi": il gassificatore non è bello da vedere come un albero...quindi salviamo l'albero e lasciamo 1.020 cittadini ad annaffiarlo! O forse questa immagine ben ne descrive i motivi (faccio notare i colori delle bandiere...):



Lato dannatamente triste: la stessa tipologia di impianto è stata costruita in GALLES, in area naturalisticamente rilevante, e il tutto è stato autorizzato, realizzato e messo in funzione in circa 5 anni!

Continuiamo a guardare allo spread, ma i posti di lavoro li creano gli investimenti aziendali!! Invece questi sono i risultati che i nostri politici sanno realizzare!

Complimenti, veramente: complimenti! Ma non domandiamoci più perchè il PIL italiano è stagnante e i posti di lavoro non crescono, perchè la risposta è facile da trovare!!

A volte mi vergogno! Ma non dell'ITALIA... DEGLI ITALIANI!!!!

Alla prossima,
Il Confa

lunedì 5 marzo 2012

Debito - Pil: una questione di aritmetica...

Avete presente le divisioni??

Tutti in vita nostra abbiamo prima o poi avuto a che fare con le divisioni... Io personalmente credo di averle affrontate per la prima volta alle elementari quando il mio maestro mi sottoponeva dei problemi che all'epoca mi parevano irrisolvibili!!!

Le divisioni, mi corregga qualcuno se faccio confusione, si caratterizzano per due grandezze: il numeratore (ossia il numero che si deve dividere) e il denominatore (ossia il numero per il quale deve essere diviso il numeratore).

Faccio l'esempio, proprio come alle elementari: quanto volte ci sta il 7 nel 28?

La divisione diventa: 28 (numeratore) : 7 (denominatore) = 4 (risultato).

Crescendo, le aritmetiche divisioni ce le hanno chiamate "rapporti"... 28/7=??...sempre 4! Ma fa più figo!!

Perchè vi parlo di questo?? Semplice, perchè già alle elementari, noi piccoli tontoloni di 8, 9 o 10 anni abbiamo capito una cosa fondamentale: più grande è il numeratore, più basso è il risultato e, viceversa, più piccolo è il denominatore più alto è il risultato!

Applichiamo la regola alle grandezze di politica economica (semplificando, ovviamente): l'indicatore che tanto scompiglio crea alla nostra nazione è il rapporto (ricordate? siamo cresciuti...non siamo più alle elementari!!!) DEBITO / PIL, dove il debito è rappresentato da quanto lo Stato deve pagare ai propri cittadini e a chi ha comprato i titoli di Stato, mentre il PIL (Prodotto Interno Lordo) è la somma dei redditi che cittadini e imprese producono nel corso di un dato periodo (anno).

In Italia, dicevamo, questo rapporto è pari a 1,20 circa ossia ogni euro di PIL si ha un debito di 1,20 - solitamente viene rappresentato come percentuale: il Debito (numeratore) è il 120% del PIL (denominatore).

Sostanzialmente significa che con i nostri redditi complessivi non saremo mai in grado di pagare il nostro debito che è del 20% circa più elevato, ergo se continuassimo così diventerebbe necessario vendere il nostro patrimonio Statale per copire la differenza (un po' come dire che si attinge ai risparmi passati per far fronte ai debiti attuali). 

Detto quanto sopra diventa necessario ridurre questo rapporto in modo che il nostro PIL sia almeno pari al totale del debito, per poterlo ripagare senza dover vendere i gioielli di famiglia.

Come fare?

Come abbiamo detto sopra, già alle elementari avevamo capito che per avere un risultato (rapporto) minore è necessario ridurre il numeratore oppure aumentare il denominatore...bene se ipotizziamo il Debito pari a 120 e il PIL pari a 100 abbiamo:

120/100 = 1,20, come abbiamo visto sopra...

E se invece ipotizziamo il debito pari a 110?? Il nostro rapporto diventa 110/100 = 1,10 (più basso di 1,20).

Se invece abbiamo un PIL di 110 con un debito di 120? Il rapporto è: 120/110 = 1,09...molto vicino a 1,10...

Cosa ci suggerisce questa semplice analisi aritmetica??

Semplice: ci suggerisce che se vogliamo ridurre quel rapporto che tanto ci scombussola la vita abbiamo due strade non necessariamente alternative, RIDURRE IL DEBITO e\o AUMENTARE IL PIL.

Quello che è stato fatto negli ultimi due anni è un tentativo di ridurre il debito...come? Aumentando le tasse\imposte e diminuendo le spese statali (che è cosa buona e giusta per non dire sacrosanta); il contraltare, soprattutto dell'incremento delle tasse\imposte, è stata una riduzione dei consumi che ha compresso la produzione fino ad azzerare la crescita del PIL o addirittura passare ad una situazione di recessione.

Cosa significa recessione? Che il PIL anzichè aumentare diminuisce...e quindi? Che succede al nostro rapporto??

Vediamo: se il PIL scende ad esempio da 100 a 90 succede che 120/90 = 1,33... 133%!!!

Ergo: se vogliamo ridurre il rapporto dobbiamo fare attenzione che non si blocchi l'economia, perchè se il PIL non sale o addirittura scende l'effetto è che il rapporto AUMENTA anzichè diminuire, e quindi il rischio è continuare ad insistere per ridurre il debito senza ottenere risultati e anzi deprimendo ulteriormente l'economia!!!

Cosa che puntualmente STA ACCADENDO!!!

Forse sarebbe utile lavorare per AUMENTARE il PIL!!!

Una mia cugina insegna matematica e dice sempre "La matematica muove il mondo"...il problema è che pare che chi ci governa non arrivi alla matematica...ma neppure all'aritmetica!!!!

Ciao a tutti,
Il Confa

venerdì 2 marzo 2012

Decreto Liberalizzazioni: la protesta delle banche...

Apro ieri i giornali e vi trovo una notizia sorprendente: Dimessi in blocco i vertici dell'ABI - Associazione Bancaria Italiana - per protesta verso il decreto liberalizzazioni...

Scatta la domanda: che diavolo è successo???

Leggo qualche articolo e scopro questa dichiarazione: "È la goccia che ha fatto traboccare il vaso e se non sarà modificata costringerà le banche a rivedere l'intera politica creditizia nei confronti delle imprese e delle famiglie" - parole e musica di Giuseppe Mussari, Presidente dell' ABI.

Primo pensiero alla Pozzetto "oh la madonaaaaaa!!!", addirittura???

Allora mi domando quale sia questa "goccia" e continuo ad approfondire la questione finchè su Il Sole 24-ore del 29 febbraio (cavoli, sembro in linea con la lettura!!) scopro che questa goccia è l'articolo 37bis del Decreto che sancisce la nullità di:

tutte le clausole comunque denominate che prevedano commissioni a favore delle banche a fronte della concessione di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere, del loro utilizzo anche nell caso di sconfinamenti din assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido

Ad essere onesto la norma non mi sembra così assurda! Anzi! E vi spiego il perchè:

- alla mia banca (non vi dico qual'è) ho chiesto un'apertura di credito in conto corrente di X migliaia di Euro senza MAI (e ribadisco MAI) utilizzare nemmeno un centesimo! Beh, la banca, per il solo fatto di avermi concesso questa apertura, mi addebita qualcosa come 50 euro a trimestre... Domanda: PERCHE'?

Una volta fatta l'istruttoria e pagata la relativa commissione, mica ogni giorno devi rifare l'istruttoria...o sbaglio?? Che senso ha questa commissione??

- se avete un fido in banca e per pura ipotesi sconfinate, la vostra banca sull'extra utilizzato vi applica degli interessi molto più elevati rispetto a quanto fa sull'utilizzo entro il fido (quasi tassi da usura, credetemi!); fino a qualche anno fa veniva applicata una commissione di massimo scoperto, abolita proprio in virtù di questa differenziazione dei tassi che colpiva il cliente...bene: le banche l'hanno reintrodotta sotto forma di commissione altrimenti denominata (commissione per istruttoria veloce), ma la norma appena approvata di fatto impedirebbe anche questo comportamento!

Ecco il perchè della protesta dei banchieri! E' il fatto che viene loro VIETATO di buggerare i clienti!

Reclamano, i vertici dell'Abi, la possibilità di operare liberamente come "impresa bancaria"...bene ma a questo punto FATE LA BANCA! Non gli speculatori che acquisiscono prestiti dalla BCE all'1% per acquistare i titoli di Stato al 7% senza finanziare imprese e crescita - sperando che non faranno lo stesso con l'ultima tranche da 250mld appena immessa nel sistema!! (vi rimando al mio post sull'argomento! Clicca qui).



La norma che ha scatenato il putiferio sarà presto cambiata, già si percepisce questo cambiamento, tuttavia è troppo facile fare i banchieri in questo modo!

Come dice mio papà: "l'è dulza l'uga!"!

Alla prossima,
Il Confa