giovedì 29 marzo 2012

Limiti all'uso del contante 2: oggi le comiche...burocratiche!! Gli acquisti da turisti extra - UE

Sempre con riferimento al tema di cui all'oggetto vi segnalo questa invenzione che dobbiamo all'Esimio Professore etc etc Salvatore dell'Universo nonchè Gran tdc e alla sua truppa di geni della lampada.

Nella normativa che pone restrizioni all'uso del contante è contenuta la possibilità di deroghe alle limitazioni all'uso del contante per gli acquisti effettuati:

- presso specifici operatori (commercianti al minuto, alberghi, ristoranti)
- da parte di persone fisiche di cittadinanza diversa da quella italiana o comunitaria.

Per beneficiarne, dispone la norma, è necessario che l'operatore:

- acquisisca e conservi la documentazione attestante la cittadinanza e la residenza del cliente (copia documenti di identità, alla faccia della privacy)
- versi il denaro incassato sul proprio conto corrente (quel denaro, non altro, QUELLO!)
- invii preventivamente una comunicazione (impegno) utilizzando l'apposito modello approvato dall'agenzia delle entrate.

A parte le ridicole regole sul cosa fare di quel contante (non può andare a farci la spesa, povero, deve versarlo per prelevarlo!!!! e solo dopo ci può fare la spesa) e la violazione della privacy nei confronti del giapponesino che arriva e cambia yen in euro più o meno come ho fatto io in USA quando ho cambiato euro in dollari, ciò che mi manda in bestia è l'ulteriore aggiunta di burocrazia che obbliga ad una nuova dichiarazione (scusate: comunicazione!! Non dichiarazione: COMUNICAZIONE!!).

Ne esce rafforzata solo "impossibilità di fare business in Italia" perchè si rincorrono troppo le migliaia di documenti previsti da una normativa assurda tanto che se ne sfugge uno poi ci si trova a litigare con Equitalia e Agenzia delle entrate finendo come molti di noi sanno!!!

Ciò che in Italia non entra nella testa dei pecoroni che ci governano (da 60 anni e anche ora!) è che l'impresa deve produrre lavoro e denaro e non cartacce inutili che non fanno altro che portare alla perdita di tempo e di opportunità di business!!!

Non credete che un adempimento simile possa fare perdere del business? Volete un esempio?? Bene, eccovelo!

Ipotizzate un giapponesino (sono così simpatici con le loro macchinine fotografiche!!) che per puro caso di sfortuna capiti in Italia e sempre per puro caso passi per Seregno - dove spesso i negozianti, a differenza di quelli di Venezia, gli unici stranieri che vedono sono Rom e Immigrati clandestini (non tacciatemi di razzismo, è così!!) che fanno la questua o giù di li - e veda un bel negozio di abbigliamento decidendo di entrare...

Ipotizziamo anche che il giapponesino si innamori di 2 o 3 capi di alta moda il cui costo arriva a 1.500 euro e casualmente voglia pagare in contanti (sono giapponesi, non poveri italiani vessati dal fisco!!).

Bene: 99,9% quel negoziante NON AVRA' inviato la dichiarazione preventiva perchè, 99,9% sarà la prima volta nella sua vita che si troverà il giapponesino che spende più di 1.000 eurini per i suo capi di abbigliamento!!

Risultato: la vendita non potrà essere conclusa per le seguenti ragioni:

- nel negozio il commerciante non ha la fotocopiatrice per fare la copia del passaporto (mica è obbligato no?)
- il commerciante non ha inviato la dichiarazione preventiva 
- il giapponesino ha il volo da Malpensa il giorno dopo e quindi non può ripassare dopo che le pastoie burocratiche saranno espletate!

Ergo: soldi persi per il commerciante sfortunello di Seregno che tirerà madonne a tutto spiano nei confronti, nel caso specifico, del Salvatore dell'Universo!!!

Viva la burocrazia!!!

Il Confa

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