lunedì 16 gennaio 2012

Rating Italia: qualche considerazione sul downgrade!

E' di venerdì la notizia che Standard & Poors ha declassato il rating italiano portandolo a BBB+, segno che a parere di queste agenzie, il cui unico scopo è quello di fornire indicazioni per gli investimenti finanziari dei grandi capitalisti, non sia piu' conveniente investire in Italia di quanto lo sia invece investire in Cina o in India.

Non voglio entrare nel merito delle scelte di queste agenzie che talvolta forniscono indicazioni in modo a mio modesto parere criminale, voglio invece soffermarmi sulle considerazioni proposte in merito allo stesso fatto in due momenti diversi!

Facciamo degli esempi:

Commentava nel mese di Ottobre sul Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli: "Non siamo né credibili, né seri - prosegue - Nessuno più investe in Italia e chi ci presta soldi vuole tassi usurari. La nostra immagine è a pezzi. Chi lavora con l'estero prova una profonda umiliazione, cui si accompagna un sempre crescente moto d'ingiustizia, per come viene trattato il nostro Paese. Non c'è membro del governo o della maggioranza che non affermi in privato che Berlusconi debba lasciare. Su questo giornale abbiamo suggerito al premier di fare come è accaduto in Spagna: annunciare che non si ricandiderà, chiedere le elezioni e non trascinare con sé l'intero centrodestra."

Commenta ieri il Corriere della Sera, tramite la penna di Federico Fubini (dov'è De Bortoli?): "Sharma, l'ex capo di Standard & Poor's caduto sulla bocciatura dell'America, aveva scritto prima di dimettersi che in certi casi i rating non vanno presi sul serio. E magari, quella volta, ci aveva visto giusto".

Oh? Ma come?? Prima era colpa dell'Italia e della Politica Italiana, ora è colpa dell'agenzia di rating che è non affidabile? Mah...

Vediamo un altro esempio:

Pierluigi Bersani, nell'autunno 2011 dichiarava "l'Italia è meglio del rating che ha ma c'è un evidente problema di fiducia sulle nostre possibilità di agire e di decidere come dimostra l'outlook negativo che deriva da un'impasse politica" ergo la colpa è della politica italiana.

Pierluigi Bersani, ieri: "Questi declassamenti sono la sconfessione della linea tedesca. Paradossalmente i Paesi colpiti sono Italia, Francia e Spagna, ma a essere sconfessata e' la linea tedesca. Serve una iniziativa europea per cambiare strada."

Ma come?? Prima era un problema italiano, ora che c'è chi vuole lui il problema è colpa della Merkel?? Mah...

E il Sole 24ore, quotidiano di Confindustria che urlava subito dopo le dimissioni di Berlusconi "FATE PRESTO"? Che ne pensa?

Vediamo: Ottobre 2011 "Il declassamento […] esprime una valutazione molto severa e conferma la delicatezza della situazione. Se abbiamo chiesto prima al ministro dell’Economia e poi al presidente del Consiglio di farsi un esame di coscienza (siamo in grado di prendere le decisioni che servono?) e di trarne le conseguenze […] il motivo è solo questo."

Ieri: "Può confortare la linea ufficiale concordata a livello globale che i giudizi delle agenzie di rating non vadano enfatizzati più di tanto..." .

Ma che è? Una presa per i fondelli??

Potremmo continuare all'infinito perchè gli esempi di doppiopesismo e opportunismo becero non mancano, ma pongo una semplice questione: ma se il l'Illustrissimo Rettore Università Bocconi, Esimio Professore Presidente del Consiglio Salvatore della Patria e dell'Intero Universo Mario Monti è stato nominato - attraverso un accordo Italo Tedesco di stampo sinistrorso (Merkel cresciuta nella Germania dell'Est, Napolitano - che per inciso viaggiava a 80 Euro verso Bruxelles ottenendo un rimborso esentasse di 800 - guardava alla Russia con ardore) - al fine di tranquillizzare i mercati E NON CI E' RIUSCITO, perchè ad un tratto è diventata colpa dell'Europa e della Merkel, fatto che guarda caso già Berlusconi segnalava con forza??? 

Ai posteri l'Ardua Sentenza!! Io la mia l'ho già scritta!

Alla prossima,
Il Confa