giovedì 29 dicembre 2011

LIBERALIZZAZIONI: vera ricetta per rilanciare il PIL?

Sento costantemente parlare di liberalizzazioni da ormai decine di anni e a questo punto mi sorge spontanea la domanda:

Ma le liberalizzazioni sono davvero la ricetta per rilanciare il Prodotto Interno Lordo?

Ammetto di non avere una risposta certa, tuttavia provo a ragionare ad alta voce.

Prendiamo la, ipotizzata, liberalizzazione delle Edicole:

Io, edicolante, ho un'edicola che vende 50 copie di giornale (esemplifichiamo); il mio concorrente più vicino, altro edicolante, ha un'edicola che vende altre 50 copie di giornale... Totale: 100 copie di giornale. Ipotizziamo che la popolazione sia di 5.000 abitanti (lo so, direte: non è un po' poco? Il concetto risalta di più ragionando per paradossi!!).

Bene: Liberalizziamo le edicole! Ognuno può vendere giornali! Aprono altri 3 soggetti che vendono giornali...

Cosa succederà? Più o meno possiamo ipotizzare questo scenario:

Io, edicolante, venderò 25 copie di giornale; il mio concorrente venderà altre 25 copie di giornale (siamo sulla piazza da più tempo)...gli altri 3 punti vendita venderanno le altre 50 copie perchè la domanda su 5000 abitanti è comunque sempre di 100 copie!

Risultato: io chiuderò perchè non ci sto coi costi, il mio concorrente tirerà a campare peggio di prima, e gli altri 3 operatori chissà.

La mia perplessità è la seguente:

MA SE I 5000 ABITANTI NON HANNO SOLDI DA SPENDERE PER I GIORNALI, A CHE SERVE AVERE PIU' VENDITORI???

La realtà è che PRIMA devo creare la CAPACITA' DI SPESA, poi posso pensare a LIBERALIZZARE L'OFFERTA!

Se la capacità di spesa è nulla, la liberalizzazione sarà forse solo la possibilità concessa a chi perde un posto di lavoro di provare ad inventarsi un'attività...destinata a fallire in MANCANZA DI DOMANDA!!

Magari mi sbaglio, magari il ragionamento è zoppo, ma a mio parere parlare di liberalizzazioni come soluzione per rilanciare il PIL mi sembra riduttivo, e mi dà l'impressione che si voglia buttare fumo negli occhi alla gente comune come noi!

Ciao,
Il Confa

mercoledì 28 dicembre 2011

RAI - Di tutto...UN CANONE

Prendo spunto da una riflessione di Maria G. Maglie su Libero di ieri (vedi l'articolo) per riprendere un concetto che mi è particolarmente caro:

L'INGIUSTIZIA DEL CANONE RAI

Mi domando da anni quale sia il significato di quell'importo che fino ad un paio di anni fa era considerato un canone per sostenere il Servizio Pubblico Televisivo e che invece oggi è una TASSA, così trasformata per evitare quelle inutili e fastidiose (per loro) lettere di disdetta del servizio.

La mia avversione verso questo (come per la verità verso una serie di altri assolutamente scandalosi) BALZELLO nasce dalla considerazione delle evoluzioni che il mondo della televisione ha subito negli ultimi 20 anni rispetto a quando tale canone fu istituito.

La RAI (quando ero piccolo io) era l'UNICA fonte di informazione e diffusione di cultura, fosse politica, di cronaca, di scienza o cinematografica. La pubblicità era ridotta al lumicino e esisteva solo il "carosello" che solo i meno giovani ricordano (io purtroppo si!).

Oggi l'offerta televisiva è molto più ampia, Mediaset ha cambiato il mondo delle televisioni generaliste, Telepiù (prima, insieme a Stream), Sky (poi) e Mediaset Premium e simili hanno introdotto il sistema degli abbonamenti e radicalmente cambiato il mondo delle TV a pagamento.

Allora la mia domanda è:

Perchè la RAI non riesce a stare sul mercato come fanno Mediaset e La7 (lasciamo stare le varie TV a pagamento, il satellite e il digitale per semplicità)?? Dove è il problema?

D'altra parte l'offerta è la stessa no? Giochi precena, reality show (show? mah...), telegiornali, cinema, cartoni animati e soprattutto PUBBLICITA'! Non c'è MENO PUBBLICITA' in RAI RISPETTO AI SUOI COMPETITORS!, è la stessa che c'è sugli altri canali o mi sbaglio??

Beh, allora per quale ragione la RAI usufruisce di un vantaggio competitivo che vale 100 e passa euro per ogni (quantomeno) famiglia?

Si legge spesso dei compensi corrisposti a artisti, presentatori, giornalisti: 900.000 euro Ronn Moss, 240.000 Euro la De Rossi, 570.000 Raz Degan  (fonte Panorama), 400.000 euro (per una serata!!) Benigni (che peraltro ha avuto in passato compensi ben più elevati) e via dicendo! Mi può anche stare bene, ma che il denaro ESCA DALLA GESTIONE INDUSTRIALE! Non dalle tasche dei soliti cittadini!

Non condivido il canone Rai! No! perchè crea una grave distorsione del mercato a fronte della stessa offerta televisiva degli altri! Che ce ne facciamo della RAI? Serve solo per mungere tasse a noi e favorire amici e amici degli amici?? Ci fosse almeno un programma che offre qualcosa che gli altri non possono offrire perchè "certamente in perdita causa totale disinteresse da parte degli investitori pubblicitari"...invece NIENTE!


Io personalmente, a queste condizioni, LO ABOLIREI!


Ciao
Il Confa

martedì 27 dicembre 2011

IMPOSTA PATRIMONIALE: PERCHE' NON SONO D'ACCORDO

Ebbene si, anche il Natale è passato tra un panettone e una bottiglia di spumante, ma non sono passati i ricordi e il disagio per l'ennesima manovra del 2011 suggerita dai "solòni" della Commissione Europea con l'appoggio della BCE e l'aiuto realizzativo dell'Esimio Professore Illustrissimo Rettore dell'Università Bocconi Salvatore della Patria Mario Monti (grazie grazie grazie!).

Tra le varie misure che non condivido (non voglio parlare del metodo nè della regìa di queste manovre, almeno per ora) vi è un complesso di norme che di fatto caratterizzano quella che potrebbe essere definita un'imposta PATRIMONIALE, intesa a colpire il patrimonio.

La mia avversione verso le imposte patrimoniali (tra le quali includo l'IMU, l'imposta sui posti barca, ecc.) è dovuta di fatto alla considerazione che 

UN PATRIMONIO DI PER SE NON ARRICCHISCE CHI LO DETIENE, MENTRE AD ARRICCHIRLO E' IL REDDITO CHE NE DERIVA.

Presumendo che tutti i patrimoni siano stati costituiti secondo la legge (il caso contrario va provato e colpito da parte dell'Autorità fiscale), i patrimoni sono il frutto del lavoro di chi li detiene dopo aver contribuito alle spese statali attraverso l'imposizione sui redditi.

Mi chiedo: se una persona guadagna 1.000.000 di euro l'anno su cui versa 700.000 euro di imposte (non siamo lontani dalla realtà, non dite "esagerato"), perchè i 300.000 che gli restano devono essere assoggettati ad ulteriore tassazione? Qual'è la logica? Forse che è stato bravo a risparmiarli e non scialacquarli?

Se quei 300.000 euro vengono investiti, e producono un reddito, allora SI! che è giusto che lo stesso, configurando un aumento di ricchezza per chi lo riceve, sia assoggettato a tassazione!

Possiamo poi discutere se sia meglio tassare le rendite finanziarie più degli affitti, oppure se sia più conveniente per gli scopi che lo Stato sovrano si propone che quei soldi siano investiti in attività imprenditoriali per creare lavoro e quindi tassarne i frutti meno di quanto si tassino gli interessi sui titoli o sui depositi di conto corrente, ma non IL PATRIMONIO IN SE'!

Se si tassa il patrimonio in quanto tale, nel lungo periodo lo stesso perde di valore per effetto di quella tassazione (cosa che già avviene per effetto della svalutazione monetaria peraltro)!

Facciamo un esempio:

Fino a qualche mese fa gli interessi sul conto corrente attivo dei correntisti di certe banche era pari allo 0,1% LORDO!

Bene se tassiamo il Patrimonio di 300.000 Euro di cui sopra per l' 1,5%, per esempio, la situazione che si presenta è la seguente (semplifichiamo e ipotizziamo lo 0,1% di interessi come netto anzichè come lordo):

Patrimonio Iniziale:      300.000
Interessi Attivi:                + 300
Imposta Patrimoniale:    - 4.500
Patrimonio finale:         295.800

Questo, mi domando, è LOGICO ma soprattutto è GIUSTO?

Ciao,
Il Confa

giovedì 22 dicembre 2011

L'agenzia delle entrate dal 2013 farà il Commercialista... IDEONA!

Cari Lettori,
oggi voglio rendervi partecipi delle questioni che riguardano la mia Professione (anche se ormai la maiuscola purtroppo si è rimpicciolita) e delle manovre delle Lobby per cancellarla o ridurla ai minimi termini!

Perchè? direte voi...

Lo spunto è dato dal famoso decreto "Salva Italia" nel quale è presente un articolo che non è EVIDENZIATO DA NESSUNO, che neppure il Sole 24 Ore sottolinea a dovere, e che attribuisce, a partire dal 2013, una serie di vantaggi ad un insieme di soggetti al verificarsi di determinate condizioni.

Questo articolo è il nr. 10, commi da 1 a 8, ed è strutturato così:

Titolo: Regime (già dice tutto) Premiale per favorire la Trasparenza
Destinatari: Artisti, Professionisti, Imprese Individuali e Società di Persone ed equiparate

Condizioni:
- Conto Corrente Dedicato (allo svolgimento dell'attività)
- Invio telematico all'AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA dei corrispettivi, delle fatture emesse e ricevute, delle cessioni ed acquisti non soggette a fattura

Vantaggi:
- Predisposizione da parte dell'Agenzia delle Liquidazioni Periodiche, degli F24 e della DICHIARAZIONE IVA
- Soppressione dell'obbligo di emissione dello scontrino
- Anticipazione del termine di compensaione del credito IVA, abolizione del visto di conformità, esonero dalla presentazione delle garanzie per i rimborsi
- Riduzione di un anno del termine di accertamento
e per i soggetti in contabilità semplificata
- Principio di cassa
- Compilazione da parte dell'Agenzia delle dichiarazioni dei redditi ed Irap
- Esonero dalla tenuta delle scritture contabili e registro beni ammortizzabili
- Esonero delle liquidazioni, dai versamenti periodici e dell'acconto IVA.

Premetto che questa tipologia di attività è solo una parte minimiale dell'attività che svolgo io (e che voglio ridurre) quindi non è "difesa del mio lavoro", tuttavia un paio di considerazioni sono dovute!

Ia considerazione sui DESTINATARI della norma: 
l'Economia Italiana si basa su un numero molto rilevante di strutture come quelle individuate dalla norma; questa tipologia di clientela è quella che consente ad una serie di soggetti che dispongono di expertise nel mondo contabile amministrativo di svolgere un'attività (iscritti o meno ad un albo) e di generare un indotto rilevante di impiegati, collaboratori e consulenti.

Considerato che la norma è particolarmente appetibile per il contribuente, mi domando: che ne sarà delle migliaia di persone che operano in questo settore come liberi professionisti, come studi di contabilità, come lavoratori del settore? Dove andranno a lavorare soprattutto ora che l'età pensionabile è elevata a 67 anni????

IIa considerazione sui vantaggi: la norma garantisce importanti opportunità per chi vi aderisce sia per la capacità di creare liquidità nel breve periodo (ma l'Iva sarà da versare prima o poi, quindi si crea liquidità oggi ma si annulla dopo un anno!) sia per i vantaggi in tema di accertamento (riduzione di un anno dei termini, coefficienti presuntivi alleggeriti, ecc.).

La norma agevola i soggetti che usufruiranno dell'attività dell'Agenzia; ciò significa che, da una parte, questi potranno continuare a vivere sonni tranquilli perchè come già detto in più occasioni chi fa nero non lo fa certo transitare sul conto corrente e non emette fattura! ma non saranno assoggettati a controlli, dall'altra i clienti dei commercialisti e dei vari studi contabili saranno sotto il fuoco di fila dell'Agenzia e di Equitalia scappando presso mamma Agenzia appena possibile!

Mi domando: perchè questa norma non è pubblicizzata?? Perchè anche il Sole 24 ore ne parla senza evidenziare gli effetti negativi sul mercato del lavoro di questa iniziativa? Forse tutto questo è legato al fatto che Confindustria da anni spinge per mettere una limitazione all'attività dei liberi professionisti perchè vuole accaparrarsi il mercato delle contabilità delle varie SRL e SPA medio piccole gestendole attraverso le proprie strutture?? Se tanti studi o centri elaborazione chiuderanno per mancanza di clientela, qualcuno dovrà sopperire alla mancanza per il mondo delle SRL che non sono interessate dalla norma...NO???

Resto dell'idea che gli imprenditori sappiano apprezzare anche i vantaggi che Commercialisti (e loro concorrenti più o meno iscritti all'Albo) possono offrire (soprattutto in termini di scelte gestionali), tuttavia un nuovo concorrente come l'Agenzia delle Entrate in un mercato dai margini ormai ridotti all'osso non è certo una bella notizia per tanti colleghi, e ciò che mi stupisce oltre al silenzio della Stampa è il SILENZIO DEGLI ORDINI! DOVE SONO??

Per concludere:

Egregio Illustrissimo Professor Rettore dell'Università Bocconi Salvatore della Patria, nel proporre quanto Confindustria e i Poteri Forti Le hanno suggerito, ha pensato a quali sono le conseguenze in tema di occupazione se la proposta da Lei avanzata verrà ritenuta favorevole da un numero consistente di contribuenti? O forse è Sua intenzione assumere presso l'Agenzia delle Entrate tutta questa massa di persone appiedate per farne business specifico con un vantaggio competitivo rispetto al mercato? O forse è più semplicemente un PAZZO? No, non credo...QUALE E' IL SUO DISEGNO???

Mi sa tanto di STATO COMUNISTA! Il lavoro lo dà lo Stato Centrale e basta! I controlli sono su tutti i nostri movimenti! Le lobby si arricchiscono e i boiardi di Stato lo stesso ma la gente deve soffrire per la fame!!! A quando la Tessera del Pane??????

Scusate, sono un po' INCAZZATO (e INDIGNATO!! MA PER DAVVERO) perchè tanti colleghi che hanno investito i loro sogni, i loro studi, le loro risorse in questa attività rischiano DI RIMANERE IN MEZZO AD UNA STRADA e nessuno se ne preoccupa!

Ciao a tutti, alla prossima!
Il Confa