lunedì 9 gennaio 2012

CORTINA: lotta all'evasione o propaganda governativa?

Eccoci qui, vacanze terminate e si torna a parlare dei temi della politica nazionale ed internazionale.

Durante queste 2 settimane una notizia bomba è stata diffusa dai maggiori quotidiani nazionali in tema di lotta all'evasione:

l'agenzia delle entrate ha effettuato controlli in quel di Cortina d'Ampezzo, patria del turismo invernale trentino, ed ha pizzicato evasori e proprietari di auto di lusso e SUV con redditi non confacenti a quelli dagli stessi dichiarati! Inoltre, come non bastasse, ci sarebbero stati incrementi di fatture\scontrini emessi dagli operatori cortinesi pari a +40%, +300% o addirittura +400% rispetto alla stessa data dello scorso anno.

Entriamo un attimo nella notizia e dividiamo in due le affermazioni.

Auto intestate a soggetti con redditi non compatibili con la proprietà delle stesse:

Ascoltavo una rappresentante dell'Agenzia delle Entrate da Massimo Giletti ieri pomeriggio la quale dichiarava: "abbiamo trovato auto intestate a società; era necessario comprendere se ci fosse l'inerenza!"... FALSO!

La normativa vigente consente la deduzione dei costi dal reddito delle imprese\società per il 40% del costo entro determinati limiti (circa 18.000 euro!)! NON E' NECESSARIO CHE SI VERIFICHI L'INERENZA, perchè la norma ipotizza che il 40% del costo si riferisce all'attività di impresa (cioè sia inerente) e il 60% sia da considerare (per assunto) ad uso personale

L'Agenzia deve solo VERIFICARE CHE L'IMPRESA NON VIOLI QUESTI LIMITI! Non che l'utilizzatore vada a Cortina, a Pubiga o a Canicattì!

Ma aggiungiamo un dato: molti intestatari di auto avevano un reddito dichiarato di 30.000 euro. A quanti è capitato di comprare una macchina, magari a rate, e poi perdere il lavoro? Sono tutti evasori per il semplice fatto di disporre di un SUV senza avere un lavoro??

Tutte queste verifiche possono essere fatte dall'Agenzia delle Entrate semplicemente incrociando i dati di PRA, Banche, Dichiarazioni dei redditi (del soggetto, dei famigliari e delle società relative) e controllando le anomalie presso il domicilio del soggetto!! Senza la necessità di andare a Cortina, a Capodanno, per sparare in TV e sui giornali un'operazione che può e deve essere di controllo routinario!

Incremento nell'emissioni di scontrini\fatture e ricevute:

Scopro, sempre ascoltando la suddetta Dottoressa nella suddetta trasmissione, che di fatto l'Agenzia è andata a controllare 35 esercenti (sul migliaio presenti a Cortina) di cui già aveva indicatori di incongruenza.

Il dato è importante perchè l'Agenzia sapeva già che avrebbe trovato una gestione anomala, tuttavia ha voluto fornire un'informazione fuorviante facendo ritenere il fenomeno dell'incremento degli scontrini\fatture come una questione generalizzata riguardante la massa degli operatori (suscitando così l'indignazione della popolazione nei confronti degli operatori ampezzani)! Esempio tipico di Comunicazione Scorretta!

Ritengo che l'Agenzia delle Entrate abbia voluto puntellare il governo dopo la manovra lacrime e sangue (solo per noi) con un'operazione concertata di propaganda politica che non dovrebbe entrare nei propri compiti istituzionali!

La lotta all'evasione è una cosa seria, non un film per fuorviare le persone per bene! La si fa negli uffici con un lavoro di intelligence, verificando le situazioni anomale in loco e non inseguendo i contribuenti (più o meno onesti) nei luoghi di villeggiatura e rischiando di screditare un'intera città!

E la si faccia anche al Sud! E si verifichino gli impiegati (anche statali) che fanno il doppio lavoro! Anche questa è Evasione, ma è più facile non parlarne!

Per concludere, sentire Attilio Befera affermare che "...è necessario incutere un sano timore.." mi fa pensare ai metodi dei regimi comunisti e nazisti in cui con il timore si controllavano le masse! 

E' necessario a mio parere che l'Agenzia delle Entrate svolga la propria funzione con precisione, accuratezza e attenzione, che la Legge venga applicata, e che tutto ciò si svolga lontano dai riflettori senza andare a fare propaganda terroristica con dati incompleti e fuorvianti!

Alla prossima,
Il Confa

mercoledì 4 gennaio 2012

BANCHE: aiuto al sistema o freno alla crescita?

Ragiono spesso sul ruolo delle banche in Italia e di solito mi si suicidano i (residui) capelli! Per quanto velocemente mi si rizzano in testa quando ci penso cadono!!!

Vi racconto questo episodio occorso ad un mio cliente:

Il mio cliente ha un credito IVA di 160.000 euro circa, decide di chiedere il rimborso allo Stato per 98.000 Euro, ben sapendo che comunque avrà bisogno di attendere circa un anno (se è fortunato).

Gli dico "devi andare in banca a chiedere una fidejussione a garanzia del credito e degli interessi relativi" perchè questo prevede la norma per ottenere il rimborso.

Qualche giorno dopo il cliente mi chiama e mi dice testualmente:

"Sono andato in banca, mi hanno detto che mi danno senza problemi la fidejussione, ma che una volta ricevuto il rimborso DEVO LASCIARE I SOLDI A GARANZIA IN TITOLI O SU CONTO CORRENTE VINCOLATO - e aggiunge - ma allora io che me ne faccio del rimborso?"

Premessa: all'epoca il cliente aveva immesso liquidità nella propria azienda per circa 1.000.000 di Euro nella banca da cui si sarebbe recato!!

Bene, a questo punto mi viene spontanea una domanda: considerato che la fidejussione ha un costo, considerato che la banca mi garantisce (in ultima analisi con i miei soldi), DI FATTO BISOGNA PAGARE UNA TANGENTE ALLA BANCA? GIUSTO???

A chi non è capitato di andare in banca a chiedere un mutuo sentendosi rispondere: "guardi, io Le posso prestare 25.000 ma Lei mi deve mettere titoli a garanzia per 20.000"? Questa situazione è sempre più frequente!

Bene, dico io, ma allora posso farla anch'io la banca, ti chiedo i soldi e poi te li presto facendoti pagare gli interessi!!

Bravo: ma allora, scusa, se devo operare così USO I MIEI SOLDI?? 

MA NON TI VIENE IL DUBBIO CHE SE TE LI CHIEDO E' PERCHE' I MIEI NON MI BASTANO PER FARE IMPRESA O QUALSIASI ALTRA INIZIATIVA????

Anche in questo caso parliamo di TANGENTI ALLE BANCHE!!!

E a queste si aggiungono i piaceri gentilmente concessi dall'Esimio Professore Illustrissimo Rettore Università Bocconi Salvatore della Patria (e ultimamente pure del mondo) Mario Monti e del suo compagno di merende Mario Draghi (il quale, a fronte di un prestito di 500.000.000 di euro all'1% ha permesso alle banche italiane di ristrutturare il proprio debito preesistente avente un tasso più elevato, senza contare che quei soldi anzichè finire nelle casse delle imprese sono alla fine stati impiegati per comprare titoli del debito pubblico italiano ad un tasso del 3 e rotti %) con l'obbligo dell'apertura di conti correnti e il divieto di utilizzo di contanti a zero euro!!

Grazie al sistema bancario che aiuta la crescita! Grazie mille!

Alla prossima,
Il Confa

lunedì 2 gennaio 2012

Don Verze' - Fondatore del San Raffaele: il Denaro e lo sterco del diavolo

Leggo oggi su "Il Giornale" un'intervista a Don Verzè (per leggerla cliccare qui), riproposizione di una vecchia intervista del Giugno 1993 sullo stesso quotidiano, e tra le tante cose dette mi balza all'occhio la risposta ad una domanda proposta all'Uomo di Chiesa.

Riporto testualmente:

D: Lei un giorno ha detto: «Io rifiuto la contrapposizione fra Dio e denaro, perché il denaro è stato creato da Dio». Non era lo sterco del diavolo?

R: «Io non sono d’accordo di coltivare la povertà per la povertà. Sono d’accordo di coltivare la ricchezza per trarre fuori i poveri dalla loro miseria»

Questa immagine è stupenda: "coltivare la ricchezza per trarre i poveri fuori dalla loro miseria"...

Perchè - mi chiedo io - oggi ho l'impressione che la ricchezza sia vista come un male più che come un bene?

Mi sembra tanto che oggi la ricchezza, il risparmio, il reddito siano demonizzati, che chi sa (beninteso: lecitamente) produrre reddito debba essere massacrato e chi risparmia condannato, con il risultato che si è spinti quasi più stare a guardare il soffitto in attesa che lo Stato Mamma provveda più che a tentare di incrementare il proprio reddito e la propria ricchezza (cosa che di fatto in molti casi purtroppo avviene...).

Un po' è l'invidia, un po' l'ignoranza, un po' la demagogia...ma punire chi è più ricco sembra diventato lo sport nazionale!

Credo fermamente che chi produce ricchezza e distribuisce ricchezza (assumendo, acquistando e dando impulso all'economia) debba essere incentivato e non disincentivato!

Punire (perchè non stiamo parlando di tassare di più, ma di punire!) come si sta facendo ora non fa che:

- disincentivare chi ha altri redditi ad incrementare il proprio giro di ricavi
- disincentivare gli imprenditori a crescere e dunque a creare lavoro
- ridurre la liquidità spendibile sul mercato
- meno consumi, meno crescita, più povertà.

Prendiamo le imposte sul settore nautico: cosa pensate che succeda? Che gli Italiani non compreranno più barche, che chi ce l'ha andrà ad attraccare in Croazia o Francia, che tanti cantieri chiuderanno, che tante "marine" si svuoteranno, che tanti locali nei pressi dei porti turistici principali si troveranno senza lavoro e che tanta altra gente sarà in mezzo ad una strada! Non tutti hanno lo Yacht stile "Abramovich", qualcuno ha una barca di 5, 6, 10 metri magari comprata usata e giusto per farci un'uscita ogni tanto...MASSACRATO (vi consiglio questo articolo: Io stango, tu scappi, egli ride). Ci ha già provato Soru in Sardegna e ha capito che era una scemata (lui, uomo di sinistra) e lo rifacciamo a livello Nazionale! Grazie!

Per concludere: Se si punta a punire la ricchezza non si fa che creare povertà!

Ciao a tutti e a tutti BUON ANNO!!!

Il Confa

giovedì 29 dicembre 2011

LIBERALIZZAZIONI: vera ricetta per rilanciare il PIL?

Sento costantemente parlare di liberalizzazioni da ormai decine di anni e a questo punto mi sorge spontanea la domanda:

Ma le liberalizzazioni sono davvero la ricetta per rilanciare il Prodotto Interno Lordo?

Ammetto di non avere una risposta certa, tuttavia provo a ragionare ad alta voce.

Prendiamo la, ipotizzata, liberalizzazione delle Edicole:

Io, edicolante, ho un'edicola che vende 50 copie di giornale (esemplifichiamo); il mio concorrente più vicino, altro edicolante, ha un'edicola che vende altre 50 copie di giornale... Totale: 100 copie di giornale. Ipotizziamo che la popolazione sia di 5.000 abitanti (lo so, direte: non è un po' poco? Il concetto risalta di più ragionando per paradossi!!).

Bene: Liberalizziamo le edicole! Ognuno può vendere giornali! Aprono altri 3 soggetti che vendono giornali...

Cosa succederà? Più o meno possiamo ipotizzare questo scenario:

Io, edicolante, venderò 25 copie di giornale; il mio concorrente venderà altre 25 copie di giornale (siamo sulla piazza da più tempo)...gli altri 3 punti vendita venderanno le altre 50 copie perchè la domanda su 5000 abitanti è comunque sempre di 100 copie!

Risultato: io chiuderò perchè non ci sto coi costi, il mio concorrente tirerà a campare peggio di prima, e gli altri 3 operatori chissà.

La mia perplessità è la seguente:

MA SE I 5000 ABITANTI NON HANNO SOLDI DA SPENDERE PER I GIORNALI, A CHE SERVE AVERE PIU' VENDITORI???

La realtà è che PRIMA devo creare la CAPACITA' DI SPESA, poi posso pensare a LIBERALIZZARE L'OFFERTA!

Se la capacità di spesa è nulla, la liberalizzazione sarà forse solo la possibilità concessa a chi perde un posto di lavoro di provare ad inventarsi un'attività...destinata a fallire in MANCANZA DI DOMANDA!!

Magari mi sbaglio, magari il ragionamento è zoppo, ma a mio parere parlare di liberalizzazioni come soluzione per rilanciare il PIL mi sembra riduttivo, e mi dà l'impressione che si voglia buttare fumo negli occhi alla gente comune come noi!

Ciao,
Il Confa