martedì 20 marzo 2012

LIMITI ALL'USO DEL CONTANTE = OGGI LE COMICHE!!

Da poco è entrata in vigore la normativa sull'uso del contante e già si pongono le prime questioni che definire comiche è un eufemismo!!

Vi riporto alcune risposte emblematiche riportate su "Il Sole 24-ore" del 13 febbraio così condivido il ridere (per non piangere) con i miei stimati lettori!!

Pagina 6, risposta 9:

D: Un padre può erogare al figlio, minorenne e senza un'autonoma posizione fiscale, una somma in contanti oltre soglia per sostenere spese all'estero allo scopo di frequentare un corso di lingua inglese?
R: La risposta è negativa, perchè anche in questo caso il divieto non sarebbe rispettato (cosa??? ma è mio figlio!!!! E se deve andare in vacanza?? Che faccio che non so quanto mi spende in bevande? Ah no, solo in pensione completa e prepagato!!! Ma che ...... dite??? E i vizi?? Niente...per le ferie di quest'anno meno di 1.000 euro!! Xè poi il problema è lo stesso se il figlio è maggiorenne!! Mica è diverso!!!!)

Pagina 6, risposta 15:

D: In caso di pagamento del ristorante per il pranzo di nozze con i regali (contanti) ricevuti dagli invitati, è necessario l'utilizzo di mezzi tracciabili?
R: Se la causale della prestazione resa è unica (nooo...ognuno paga il suo...) sarebbe necessario (sarebbe o è?? mah...) che il pagamento avvenisse con strumenti tracciabili da parte degli sposi (Poi prosegue, udite udite!!!). Non sembra legittima l'emissione di tante ricevute per gruppi di invitati e per importi che restano sotto la soglia dei 1.000 € perchè potrebbe essere contestato al ristoratore di avere eluso il divieto di ricevere pagamenti in contanti. (Mah)

Pagina 6, risposta 16:

D: La cena di gruppo di amici viene pagata dagli stessi dividendo tra tutti l'importo complessivamente dovuto. Possono essere ricevuti pagamenti in contanti?
R: In caso di più committenti dovrebbero essere emesse tante ricevute quanti sono i pagatori che utilizzano il contante sotto la soglia (quindi: 20 amici 51 euro a capoccia, 20 ricevute... evviva la praticità)

Pagina 6, risposta 17:

D: Parenti e amici pagano all'agenzia di viaggi singole quote per la prenotazione di un pacchetto e/o servizio turistico agli sposi. Viene poi emessa una sola fattura agli sposi per il corrispettivo globale. L'agenzia di viaggi può accettare pagamenti in contanti inferiori a 1.000 euro a fronte di un pacchetto turistico di valore complessivo superiore?
R: La risposta è negativa. In caso di singoli pagamenti inferiori alla soglia vanno usati strumenti tracciabili. Invece, in caso di pagamento complessivo, ad esempio perchè un soggetto diligente si preoccupa di raccogliere le singole quote, appare possibile il versamento su un conto corrente con successivo bonifico (cioè: 10 invitati versano 100 euro ciascuno e devono farlo ciascuno con bonifico? Oppure si chiamano tra tutti gli invitati, si pregano gli sposi di fornire a tutti la lista degli invitati per fare il groupage, e fanno confluire tutto sul conto di uno di questi che poi fa il bonifico - e al quale sarà richiesto di provare la provenienza dei fondi???).

Mah...io non ho parole!!!! Ma questi geni hanno mai lavorato sul campo???

Meditate gente, meditate!!!

A presto,
Il Confa

lunedì 19 marzo 2012

IMU: UN' IMPOSTA PATRIMONIALE DI STATO MOLTO MASCHERATA... UN VERO SALASSO!!!

Mi vorrei occupare oggi di IMU, da un lato per dare qualche indicazione pratica e dall'altro per dimostrare come, di fatto, questa imposta risulterà un vero salasso che nessuno ha ancora oggi ben percepito e del quale peraltro verranno addebitate le colpe agli amministratori locali, pur se questi hanno limitate possibilità di intervento.

Prendiamo ad esempio una seconda casa (sulle prime case l'impatto sarà molto più limitato in quanto le detrazioni ridurranno l'effetto negativo), sulla quale già oggi si pagava l'ICI, e vediamo quale sarà il procedimento di calcolo e quali le differenze.

Ipotizziamo i seguenti elementi:

RENDITA CATASTALE: 150 €
ALIQUOTA IMU (BASE): 7,6 x mille
VECCHIA ALIQUOTA IC: 6 x mille 

La rendita di base è rivalutata come avveniva per l'ICI (moltiplicatore pari a 105) e poi del 60% ai fini IMU.

Applichiamo la procedura di calcolo dell'IMU:

a) Applichiamo l'originario moltiplicatore ICI (105): 150 € x 105 = 15.750 €
b) Applichiamo la rivalutazione IMU: 15.750 € x 1,60 = 25.200 €
c) Applichiamo l'aliquota BASE IMU: 25.200 € x 7,6 /1000 = 191,52 €
d) Effettuiamo il versamento:
    - 191,52 € /2 = 95,76 € Versati tramite F24 direttamente al comune
    - 191,52 € /2 = 95,76 € Versati tramite F24 direttamente allo STATO.

Confrontiamo ora con l'ICI dell'anno scorso., ad aliquota del 6 x 1000 come era prevista per Albiate...applichiamo la procedura:

a) Applichiamo il moltiplicatore ICI: 150 € x 105 = 15.750 €
b) Applichiamo l'aliquota ICI: 15.750 € x 6 /1000 = 94,50 €
c) Effettuiamo il versamento: con bollettino postale tutto al Comune.

La differenza tra le due imposte è di ben: 191,52 € - 94,50 € = 97,02 €!! Praticamente il doppio!

La normativa prevede un doppio taglio ai trasferimenti Statali che saranno ridotti in parte in relazione alle stime del Governo Centrale degli incassi totali di IMU e in parte per via dell'eventuale surplus che i comuni avranno rispetto ai vecchi introiti di ICI (il tutto determinato con aliquota base!! e non in virtù dell'aliquota reale applicata dal comune medesimo). Cosa significa questo? Semplificando:

Se con l'ICI il comune introitava 94,50 € e con l'IMU AD ALIQUOTA BASE (7,6 X 1000) il comune introiterà 95,76 € (solo la sua quota, ovviamente) la differenza 95,76 € - 94,50 € = 1,26 € andrà a riduzione dei trasferimenti Statali al Comune stesso.

Di fatto: il contribuente pagherà il doppio (o più) ma sul territorio le somme disponibili per i comuni verranno ridotte!! E faccio notare che i tagli dei trasferimenti previsti dalla normativa IMU si aggiungono ai tagli dei trasferimenti generali già previsti da normative precedentemente approvate.

Lo Stato centrale (e direi centralista) ha deliberato che il 50% dell'introito che si avrebbe applicando l'aliquota base sugli "altri immobili" è la parte che gli serve, indipendentemente dalle azioni dell'ente locale sulle aliquote. Cosa significa questo concetto?
Vediamolo subito: cosa avviene se il comune decide di aumentare l'aliquota IMU?

Ipotizziamo che il comune aumenti l'aliquota a 9,6 x 1000... I punti a) e b) resteranno invariati, quindi:

c) Applichiamo l'aliquota COMUNALE IMU: 25.200 € x 9,6 /1000 = 241,92 €
d) Effettuiamo il versamento:
     - 191,52 € /2 = 95,76 € Versati tramite F24 direttamente allo STATO (sull'aliquota base)
     - 241,92 € - 95,76 € = 146,16 € Versati tramite F24 direttamente al Comune

In questo caso il comune avrà 50,40 € in più - pagati dal contribuente però - spendibili sul territorio, in quanto si riduce l'effetto negativo dei tagli dei trasferimenti...

E se invece decide di ridurre le aliquote? Bene, vediamo:

Ipotizziamo che l'aliquota comnuale sia definita al 5,6 x 1000... I punti a) e b), come prima, restano invariati, pertanto:

c) Applichiamo l'aliquota COMUNALE IMU: 25.200 € x 5,6 /1000 = 141,12 €
d) Effettuiamo il versamento:
    - 191,52 € /2 = 95,76 € Versati tramite F24 direttamente allo STATO (sull'aliquota base)
    - 141,12 € - 95,76 € = 45,36 € Versati tramite F24 direttamente al Comune

In questo caso il contribuente avrebbe si 50,40 € in meno da versare, ma di fatto questa riduzione inciderebbe interamente sulle casse del comune che si troverebbe a veder ridotte le disponibilità finanziarie per i propri servizi.

A parte la complessità dei calcoli e dei versamenti, che allo stato attuale dell'arte devono essere gestiti esclusivamente a mezzo F24 (con le complicazioni per i cittadini che tutto questo determina), sembra evidente come le leve in mano ai comuni siano poco manovrabili e in linea di massima in una sola direzione (in aumento e non in diminuzione).

Il fatto che lo Stato ragiona sulle aliquote da esso stesso determinate (aliquote di base) non fa altro che vincolare i comuni a non modificarle verso il basso e lavorare tagliando i servizi per evitare di aumentarle verso l'alto per evitare di gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini. 

Mi rendo conto che l'argomento trattato è molto tecnico, ma spero di aver reso bene l'idea sulle problematiche che ci attendono per giugno...

Alla prossima,
Il Confa

giovedì 8 marzo 2012

Albiate: la polemica del PD un grosso abbaglio.

Domenica mattina passeggiavo con amici per Albiate e, parlando del più e del meno, uno di loro mi sottopone un'affermazione del tipo "Adesso poi volete far aprire un Outlet al Dosso o in via San Carlo...l'ha detto il PD".

Casco dalle nuvole, strabuzzo gli occhi, e dico: "Mah, io non ne so nulla...".

Allora raccolgo informazioni ma nessuno di noi ha mai sentito parlare di una richiesta simile, finchè sul Giornale di Carate leggo la notizia:

"Lo spauracchio di un outlet mobilita il Pd"

con anche il riferimento al banchetto organizzato nella mattinata di sabato 3 marzo.

Stessa notizia, peraltro, è apparsa proprio Sabato 3 marzo su Il Cittadino...

Vorrei chiarire in questa sede quale è stata la miccia che, presumo, ha portato il Pd a questa iniziativa e dare qualche informazione atta a tranquillizzare gli albiatesi...

Tutto nasce immagino da una modifica al PGT (Piano di Governo del Territorio, lo strumento urbanistico nel quale sono definite le regole di urbanizzazione e di definizione delle caratteristiche commerciali per gli operatori che intendano operare sul territorio albiatese) con la quale l'attuale amministrazione intende aumentare la superficie di vendita usufruibile da parte dei negozi che intendano effettuare attività commerciale al dettaglio fino al limite massimo di 800 metri quadrati.

Una superficie di 800 mq non rappresenta certo una superficie di rilevante interese per la costruzione di un Outlet, ma costituisce la superficie adatta ad un negozio di grandi dimensioni che può essere peraltro tranquillamente ricavata da interventi di ristrutturazione dell'esistente.

Non mi addentro in maggiori informazioni tecniche data la mia scarsa competenza in materia urbanistica, tuttavia mi allineo e riprendo quanto detto dal Sindaco in merito al fatto che Outlet o Centri Commerciali non sono di interesse per questa amministrazione: "Ribadisco ad Albiate non faremo nessun outlet, va contro la linea di questa Amministrazione...", mentre specifico è interesse di noi tutti consentire ad operatori che intendano svolgere la propria attività sul nostro territorio di poter operare secondo criteri dimensionali che non siano troppo restrittivi e dunque poco accattivanti da un punto di vista economico.

Detto questo ribadisco che, per quanto ne sappia io, ad oggi nessun operatore ha richiesto di poter valutare l'apertura di un outlet nè nelle zone individuate dal Pd nè in altre zone del paese, mentre auspichiamo che nelle zone centrali del paese ove vi sono immobili che potrebbero essere oggetto di interventi da parte delle proprietà possa sorgere un "Centro Commerciale", inteso come "centro rivitalizzato dalla presenza di commercianti" che rendano Albiate un paese ancora attraente per chi voglia svolgere attività di commercio.

Mi spiace che Ivan e Giorgio, due persone che stimo, possano aver preso un abbaglio di questo genere, tuttavia vale sempre il detto "vox populi vox dei"; spero siano più tranquilli ora.

Alla prossima,
Il Confa

mercoledì 7 marzo 2012

Economia: Ecco perchè dall'Italia si sta alla larga! Il caso British Gas

A volte ci si chiede il motivo per cui gli investitori stranieri stentano a venire in Italia ad investire...quello che sto per raccontarvi ne è un esempio lampante che si aggiunge all'elevata burocrazia, ad una tassazione complessa ed asfissiante e ad uno Stato di Polizia che ormai controlla anche il numero di volte in cui ognuno utilizza quadretti di carta igienica.

La risposta la fornisce un caso EMBLEMATICO: sto parlando del caso BRITISH GAS.

La notizia appare sul "Il Sole-24 ore" di Martedì 06.02 , pagina 43, inserto IMPRESA & TERRITORI:

BRITISH GAS LASCIA BRINDISI

Leggendo l'articolo si scopre che nel 2001 la società inglese, multinazionale del Gas, presenta un progetto volto alla realizzazione di un rigassificatore, investimento per 800 MILIONI DI EURO!!, 20 persone già assunte e circa 1.000 posti di lavoro a regime, con produzione di gas per 8 MILIARDI DI METRI CUBI pari al 10% del consumo nazionale... 

Risultato: nel 2012 nessuna risposta, il progetto non parte e dunque: PROGETTO RITIRATO.

Effetto per British Gas: 250.000.000 (avete letto bene: duecentocinquantamilioni) di euro buttati nel wc

Effetto per l'Italia (e per la Puglia in particolare): meno 20 persone già oggi (20 in più da mantenere) e prospettive in meno per 1.000 cittadini per il futuro!

Motivazioni dei ritardi: mah...chi lo sa... Forse la solita problematica di ... campanilismo? Sul mio comune no, fallo sul tuo, no sul mio no, faccia l'altro... e via di imbecillità! O forse solo problematiche più "verdi": il gassificatore non è bello da vedere come un albero...quindi salviamo l'albero e lasciamo 1.020 cittadini ad annaffiarlo! O forse questa immagine ben ne descrive i motivi (faccio notare i colori delle bandiere...):



Lato dannatamente triste: la stessa tipologia di impianto è stata costruita in GALLES, in area naturalisticamente rilevante, e il tutto è stato autorizzato, realizzato e messo in funzione in circa 5 anni!

Continuiamo a guardare allo spread, ma i posti di lavoro li creano gli investimenti aziendali!! Invece questi sono i risultati che i nostri politici sanno realizzare!

Complimenti, veramente: complimenti! Ma non domandiamoci più perchè il PIL italiano è stagnante e i posti di lavoro non crescono, perchè la risposta è facile da trovare!!

A volte mi vergogno! Ma non dell'ITALIA... DEGLI ITALIANI!!!!

Alla prossima,
Il Confa