mercoledì 28 marzo 2012

OCSE: qualcosa non mi torna... Che fine farà la democrazia?

Ieri, leggendo i giornali, mi imbatto in un articolo che recita testualmente "OCSE: (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) bene l'Italia sulla riforma del lavoro, ma le sfide per il Paese restano spaventose".

Incuriosito mi dedico alla lettura (L'articolo) e scopro una cosa raccapricciante!! La frase che mi crea irrequietezza è la seguente:

"L’Ocse ritiene che le regole della ‘governance’ economica dell’Eurozona, sulla disciplina di bilancio in particolare, ci sia ancora troppo spazio per “interferenze politiche” nel processo di decisione."

Nell'articolo, peraltro, si evince come la medesima organizzazione caldeggi ulteriori "misure di consolidamento"...quindi prepariamoci.

Ma veniamo ai motivi della mia inquietudine! Ciò che mi sorprende è il richiamo a "troppe interferenze politiche" in quanto, pur in un periodo di generale rigetto della politica e soprattutto di tanti politici italiani, ritengo che la politica sia l'espressione della democrazia...ipotizzare un processo decisionale in cui la politica non sia coinvolta significa di fatto aspirare ad un processo decisionale governato da tecnici...e allora si aprono una serie di questioni:

- chi nomina questi tecnici?
- in base a quali criteri quel qualcuno ritiene un tecnico adeguato o meno a ricoprire un ruolo?
- quali sono gli obiettivi che vengono perseguiti da quel tecnico?
- di chi farà gli interessi il tecnico nominato da quel qualcuno?

E' bene sapere che un "tecnico" deresponsabilizzato farà gli interessi di qualcuno che lo ha nominato! E in linea di massima guarderà freddi numeri senza preoccuparsi delle migliaia di ripercussioni che le scelte prettamente matematiche avranno sul mondo reale, ragionerà sul fatto che se i costi sono troppo alti bisogna ridurli senza preoccuparsi di quale sia l'impatto in termini sociali di queste scelte...e l'unico giudizio sarà quello di colui\coloro che l'hanno eletto!

Oserei dire "meno male che ci sono ancora interferenze politiche!!!!".

Ma vi rendete conto di qual'è l'obiettivo di questo modo di ragionare o sono io troppo disfattista??

Ciò che poi ancora di più mi preoccupa è che questa dichiarazione fa il paio con la presa di posizione del nostro Esimio Salvatore dell'Universo secondo cui "...non dobbiamo sorprenderci che l'Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per far dei passi avanti. I passi avanti dell'Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario. È chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale, possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c'è una crisi in atto, visibile, conclamata".

Non credete a quanto sto dicendo? Beh: godetevi questo video dal minuto 5 in poi!!!

No, scusa, Esimio tdc Salvatore dell'Universo: ma cosa caxxo stai dicendo??? Ma TU! Gran tdc, sei sicuro che i cittadini italiani vogliano rinunciare alla loro ricchezza sopportando gravi crisi perchè l'Europa diventi sovrana? L'hai mai chiesto a loro se sono contenti di ritrovarsi poveri e governati da un tecnico (magari eletto da Goldman Sachs?) che decida cosa è bene per loro???

Signori: questo rapporto OCSE chiude il cerchio!! 

Questa gentaglia vuole che dei tecnici NOMINATI da non si sa chi decidano delle vite dei cittadini, senza essere responsabili di ciò che decidono e con il rischio che noi cittadini si sia abbandonati a noi stessi per la ricchezza di pochi: I LORO MANDANTI!!!



Credo fermamente che sia da ripensare questo modello prima che sia troppo tardi!

Se qualcuno ha idee su come agire, in quali sedi, è pregato di contattarmi!!!

Sono MOLTO INCAXXATO!

Il Confa

lunedì 26 marzo 2012

ART. 18 e riforma del mercato del lavoro: una prima considerazione generale

Argomento clou di questi giorni è la riforma del mercato del lavoro e in particolare dell'Articolo 18, riforma che ritengo ASSOLUTAMENTE NECESSARIA per consentire una maggiore flessibilità e possibilità di gestione delle diverse situazioni alle imprese.

Ritengo che una valida riforma della normativa vigente debba andare nella direzione di una maggiore velocità di reinserimento di chi ha perso il posto di lavoro che necessariamente si deve accompagnare ad una normativa che non faccia di un'assunzione un vincolo più forte di un qualsiasi matrimonio, pur tutelando i lavoratori da abusi e soprusi da parte del datore di lavoro, fatto che purtroppo si verifica più spesso del previsto.

Detto questo e sospendendo il giudizio nel merito della riforma in quanto non ho ancora avuto il modo di approfondirne i contenuti, ritengo che la sola modifica dell'articolo 18 e della normativa vigente non sia misura sufficiente per rilanciare l'economia.

Accanto a questa norma che aumenta le facoltà per il datore di lavoro di procedere a ridurre il personale, ritengo assolutamente necessario che alle imprese siano concessi incentivi SERI e RILEVANTI affinchè tornino ad assumere!

Non è concepibile che un dipendente costi all'azienda all'incirca 2 volte quanto lo stesso lavoratore introita quale netto in busta paga; con una simile situazione l'imprenditore, prima di assumere, ci pensa 1000 volte!

Bisogna, a fianco dell'incremento della mobilità in uscita, pensare a come favorire la mobilità in entrata per invogliare le imprese a tornare ad assumere personale, riducendo in qualche modo quel moltiplicatore "2" che sopra ho indicato.

Da questo punto di vista si potrebbe pensare a concedere incentivi REALI (e non palliativi come avvenuto negli ultimi anni) che potrebbero essere introdotti anche in periodi di sofferenza per le casse statali come quelli attuali.

Un'ipotesi? Beh, si potrebbe, ad esempio, concedere un credito d'imposta all'imprenditore per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato corrispondente alle ritenute fiscali che lo stesso effettua a carico del lavoratore assunto, magari con il vincolo che quel credito debba essere lasciato a titolo di "capitalizzazione dell'impresa" - per evitare che si trasli il risparmio all'imprenditore persona fisica - per un tempo predeterminato (5 anni? 10 anni?); in questo modo il saldo per lo stato è esattamente zero, ma l'imprenditore ha un incentivo ad assumere! E questo determina una riduzione del costo del lavoro rispetto all'attuale, un rilancio dei consumi, e una maggiore concorrenzialità del "sistema italia" rispetto all'attuale situazione in confronto alle economie internazionali.

Faccio un esempio: se un imprenditore assume a tempo indeterminato un lavoratore cui paga 1000 in busta paga e sul quale vi sono ritenute Irpef pari a 300, l'idea è di attribuire 300 quale credito di imposta all'impresa in modo da ridurre il costo del lavoro.

Questa forma di agevolazione sarebbe a costo zero per lo Stato ma darebbe sicuro impulso all'economicità del costo del lavoro e quindi delle aziende.

Mi si potrebbe contestare il fatto che gli imprenditori potrebbero assumere lavoratori che sono già a tempo determinato, oppure sostituire chi è a tempo determinato con qualcuno a tempo indeterminato, ma in questo caso basterebbe che le agevolazioni venissero prese per la differenza tra le ritenute dell'uno e dell'altro e il saldo per lo stato sarebbe comunque zero.

L'idea è ovviamente solo abbozzata, anche perchè nessuno me ne chiederà i dettagli!!!, e dunque da approfondire e perfezionare, ma credo che forme di incentivo a costo basso\nullo si possano trovare per rilanciare questo asfittico Paese usando un po' di sana italica fantasia e senza limitarsi all'uso del bilancino come fatto finora dagli Esimi Professori Salvatori dell'Universo i cui mandanti ben conosciamo!

Un'ultima cosa: perchè non è applicabile la variazione normativa agli Statali? Tra una maggioranza che lavora c'è una minoranza che non lo fa...perchè non dovrebbe rischiare come tutti? Mah, non mi è chiaro!

Alla prossima,
Il Confa

martedì 20 marzo 2012

LIMITI ALL'USO DEL CONTANTE = OGGI LE COMICHE!!

Da poco è entrata in vigore la normativa sull'uso del contante e già si pongono le prime questioni che definire comiche è un eufemismo!!

Vi riporto alcune risposte emblematiche riportate su "Il Sole 24-ore" del 13 febbraio così condivido il ridere (per non piangere) con i miei stimati lettori!!

Pagina 6, risposta 9:

D: Un padre può erogare al figlio, minorenne e senza un'autonoma posizione fiscale, una somma in contanti oltre soglia per sostenere spese all'estero allo scopo di frequentare un corso di lingua inglese?
R: La risposta è negativa, perchè anche in questo caso il divieto non sarebbe rispettato (cosa??? ma è mio figlio!!!! E se deve andare in vacanza?? Che faccio che non so quanto mi spende in bevande? Ah no, solo in pensione completa e prepagato!!! Ma che ...... dite??? E i vizi?? Niente...per le ferie di quest'anno meno di 1.000 euro!! Xè poi il problema è lo stesso se il figlio è maggiorenne!! Mica è diverso!!!!)

Pagina 6, risposta 15:

D: In caso di pagamento del ristorante per il pranzo di nozze con i regali (contanti) ricevuti dagli invitati, è necessario l'utilizzo di mezzi tracciabili?
R: Se la causale della prestazione resa è unica (nooo...ognuno paga il suo...) sarebbe necessario (sarebbe o è?? mah...) che il pagamento avvenisse con strumenti tracciabili da parte degli sposi (Poi prosegue, udite udite!!!). Non sembra legittima l'emissione di tante ricevute per gruppi di invitati e per importi che restano sotto la soglia dei 1.000 € perchè potrebbe essere contestato al ristoratore di avere eluso il divieto di ricevere pagamenti in contanti. (Mah)

Pagina 6, risposta 16:

D: La cena di gruppo di amici viene pagata dagli stessi dividendo tra tutti l'importo complessivamente dovuto. Possono essere ricevuti pagamenti in contanti?
R: In caso di più committenti dovrebbero essere emesse tante ricevute quanti sono i pagatori che utilizzano il contante sotto la soglia (quindi: 20 amici 51 euro a capoccia, 20 ricevute... evviva la praticità)

Pagina 6, risposta 17:

D: Parenti e amici pagano all'agenzia di viaggi singole quote per la prenotazione di un pacchetto e/o servizio turistico agli sposi. Viene poi emessa una sola fattura agli sposi per il corrispettivo globale. L'agenzia di viaggi può accettare pagamenti in contanti inferiori a 1.000 euro a fronte di un pacchetto turistico di valore complessivo superiore?
R: La risposta è negativa. In caso di singoli pagamenti inferiori alla soglia vanno usati strumenti tracciabili. Invece, in caso di pagamento complessivo, ad esempio perchè un soggetto diligente si preoccupa di raccogliere le singole quote, appare possibile il versamento su un conto corrente con successivo bonifico (cioè: 10 invitati versano 100 euro ciascuno e devono farlo ciascuno con bonifico? Oppure si chiamano tra tutti gli invitati, si pregano gli sposi di fornire a tutti la lista degli invitati per fare il groupage, e fanno confluire tutto sul conto di uno di questi che poi fa il bonifico - e al quale sarà richiesto di provare la provenienza dei fondi???).

Mah...io non ho parole!!!! Ma questi geni hanno mai lavorato sul campo???

Meditate gente, meditate!!!

A presto,
Il Confa

lunedì 19 marzo 2012

IMU: UN' IMPOSTA PATRIMONIALE DI STATO MOLTO MASCHERATA... UN VERO SALASSO!!!

Mi vorrei occupare oggi di IMU, da un lato per dare qualche indicazione pratica e dall'altro per dimostrare come, di fatto, questa imposta risulterà un vero salasso che nessuno ha ancora oggi ben percepito e del quale peraltro verranno addebitate le colpe agli amministratori locali, pur se questi hanno limitate possibilità di intervento.

Prendiamo ad esempio una seconda casa (sulle prime case l'impatto sarà molto più limitato in quanto le detrazioni ridurranno l'effetto negativo), sulla quale già oggi si pagava l'ICI, e vediamo quale sarà il procedimento di calcolo e quali le differenze.

Ipotizziamo i seguenti elementi:

RENDITA CATASTALE: 150 €
ALIQUOTA IMU (BASE): 7,6 x mille
VECCHIA ALIQUOTA IC: 6 x mille 

La rendita di base è rivalutata come avveniva per l'ICI (moltiplicatore pari a 105) e poi del 60% ai fini IMU.

Applichiamo la procedura di calcolo dell'IMU:

a) Applichiamo l'originario moltiplicatore ICI (105): 150 € x 105 = 15.750 €
b) Applichiamo la rivalutazione IMU: 15.750 € x 1,60 = 25.200 €
c) Applichiamo l'aliquota BASE IMU: 25.200 € x 7,6 /1000 = 191,52 €
d) Effettuiamo il versamento:
    - 191,52 € /2 = 95,76 € Versati tramite F24 direttamente al comune
    - 191,52 € /2 = 95,76 € Versati tramite F24 direttamente allo STATO.

Confrontiamo ora con l'ICI dell'anno scorso., ad aliquota del 6 x 1000 come era prevista per Albiate...applichiamo la procedura:

a) Applichiamo il moltiplicatore ICI: 150 € x 105 = 15.750 €
b) Applichiamo l'aliquota ICI: 15.750 € x 6 /1000 = 94,50 €
c) Effettuiamo il versamento: con bollettino postale tutto al Comune.

La differenza tra le due imposte è di ben: 191,52 € - 94,50 € = 97,02 €!! Praticamente il doppio!

La normativa prevede un doppio taglio ai trasferimenti Statali che saranno ridotti in parte in relazione alle stime del Governo Centrale degli incassi totali di IMU e in parte per via dell'eventuale surplus che i comuni avranno rispetto ai vecchi introiti di ICI (il tutto determinato con aliquota base!! e non in virtù dell'aliquota reale applicata dal comune medesimo). Cosa significa questo? Semplificando:

Se con l'ICI il comune introitava 94,50 € e con l'IMU AD ALIQUOTA BASE (7,6 X 1000) il comune introiterà 95,76 € (solo la sua quota, ovviamente) la differenza 95,76 € - 94,50 € = 1,26 € andrà a riduzione dei trasferimenti Statali al Comune stesso.

Di fatto: il contribuente pagherà il doppio (o più) ma sul territorio le somme disponibili per i comuni verranno ridotte!! E faccio notare che i tagli dei trasferimenti previsti dalla normativa IMU si aggiungono ai tagli dei trasferimenti generali già previsti da normative precedentemente approvate.

Lo Stato centrale (e direi centralista) ha deliberato che il 50% dell'introito che si avrebbe applicando l'aliquota base sugli "altri immobili" è la parte che gli serve, indipendentemente dalle azioni dell'ente locale sulle aliquote. Cosa significa questo concetto?
Vediamolo subito: cosa avviene se il comune decide di aumentare l'aliquota IMU?

Ipotizziamo che il comune aumenti l'aliquota a 9,6 x 1000... I punti a) e b) resteranno invariati, quindi:

c) Applichiamo l'aliquota COMUNALE IMU: 25.200 € x 9,6 /1000 = 241,92 €
d) Effettuiamo il versamento:
     - 191,52 € /2 = 95,76 € Versati tramite F24 direttamente allo STATO (sull'aliquota base)
     - 241,92 € - 95,76 € = 146,16 € Versati tramite F24 direttamente al Comune

In questo caso il comune avrà 50,40 € in più - pagati dal contribuente però - spendibili sul territorio, in quanto si riduce l'effetto negativo dei tagli dei trasferimenti...

E se invece decide di ridurre le aliquote? Bene, vediamo:

Ipotizziamo che l'aliquota comnuale sia definita al 5,6 x 1000... I punti a) e b), come prima, restano invariati, pertanto:

c) Applichiamo l'aliquota COMUNALE IMU: 25.200 € x 5,6 /1000 = 141,12 €
d) Effettuiamo il versamento:
    - 191,52 € /2 = 95,76 € Versati tramite F24 direttamente allo STATO (sull'aliquota base)
    - 141,12 € - 95,76 € = 45,36 € Versati tramite F24 direttamente al Comune

In questo caso il contribuente avrebbe si 50,40 € in meno da versare, ma di fatto questa riduzione inciderebbe interamente sulle casse del comune che si troverebbe a veder ridotte le disponibilità finanziarie per i propri servizi.

A parte la complessità dei calcoli e dei versamenti, che allo stato attuale dell'arte devono essere gestiti esclusivamente a mezzo F24 (con le complicazioni per i cittadini che tutto questo determina), sembra evidente come le leve in mano ai comuni siano poco manovrabili e in linea di massima in una sola direzione (in aumento e non in diminuzione).

Il fatto che lo Stato ragiona sulle aliquote da esso stesso determinate (aliquote di base) non fa altro che vincolare i comuni a non modificarle verso il basso e lavorare tagliando i servizi per evitare di aumentarle verso l'alto per evitare di gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini. 

Mi rendo conto che l'argomento trattato è molto tecnico, ma spero di aver reso bene l'idea sulle problematiche che ci attendono per giugno...

Alla prossima,
Il Confa